Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – In occasione del recente incontro sull’ospedale di Acquapendente, organizzato dalla Cgil alla presenza di vari sindaci del comprensorio, è sembrato che tutto fosse in ordine e che le cose procedessero nel migliore dei modi per la struttura ospedaliera del paese. Non ci risulta, infatti, che il sindaco Angelo Ghinassi, presente alla riunione, abbia eccepito alcunché.
Ci siamo però permessi di fare un piccolo controllo in questi giorni, anche alla luce dell’atto aziendale pubblicato dal bur, ed abbiamo potuto accertare che la direzione sanitaria dell’ospedale è stata divisa a metà con Montefiascone; i dieci posti letto di chirurgia d’urgenza, assegnati quando è stato riconosciuto all’ospedale lo status di zona disagiata, sono stati trasferiti a Belcolle; i posti letto di medicina generale, in precedenza previsti di “media intensità” sono stati declassati a “bassa intensità”.
Come se non bastasse, inoltre, siamo a conoscenza di un tentativo in atto di chiudere la guardia anestesiologica notturna. Questo naturalmente segnerebbe la fine del pronto soccorso. Continuando di questo passo, anche la tanto sudata classificazione di ospedale di zona disagiata sarà destinata a scomparire, con tutte le conseguenze che comporterebbe.
In una situazione di tale gravità, non ci risulta che siano stati intrapresi gli opportuni provvedimenti da parte del sindaco e del consigliere regionale Enrico Panunzi.
Quando riterrà opportuno agire il sindaco, come è giusto e doveroso, a tutela dei cittadini, specialmente di quelli più anziani e bisognosi, e dare le dovute rassicurazioni?
Chiediamo anche chiarimenti riguardo la presenza dell’urologo, che avrebbe dovuto far funzionare il cistoscopio promesso dal direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, nella riunione precedente a questa.
Il tempo ci rema contro ed ulteriori ritardi potrebbero essere imperdonabili.
Lega Acquapendente
