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Sorelle vittime di pedofilia, una suora per testimone

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Capranica – (sil.co.) – Sorelline violentate e filmate, una suora come testimone. Drammatica udienza per ricostruire i giorni trascorsi dalle due bambine di 6 e 8 anni nella casa famiglia gestita da religiose dopo l’allontanamento dai genitori deciso dal tribunale per  i minori di Roma. 

Solo successivamente è stata accolta la richiesta di incidente probatorio della procura che ha cristallizzato a distanza sette mesi, quando era forse già troppi tardi, i ricordi delle presunte vittime, dichiarate parzialmente attendibili.

Da qui la necessità di ascoltare chi ha vissuto con le piccole nelle settimane immediatamente successive alla denuncia e all’interrogatorio protetto in questura. Era la primavera del 2014. 

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Daniele Saveri, Vincenzo Petroni e Noemi Palermo. 

In aula la coordinatrice, una educatrice e anche la suora che si è presa cura delle piccole mentre si trovavano nella struttura. Testimonianze difficili  duramente contestate dalle difese dei genitori e dell’imprenditore di Capranica a processo davanti al collegio per violenza sessuale aggravata. Il padre anche per maltrattamenti in famiglia.

Durante l’ennesima udienza a porte chiuse, la difesa avrebbe fatto pesanti insinuazioni sul ritorno economico di ogni minore ospitato da certe strutture, nonchè contestato ancora una volta la fondatezza  delle accuse di violenza sessuale basata sulla consulenza di una ginecologa di Belcolle. Al riguardo avrebbe dovuto essere sentito anche il professor Massimo Lancia che sarà ascoltato invece la prossima volta a causa di un legittimo impedimento.

Per la difesa sarebbero emersi solo comportamenti anomali delle bimbe, dal punto di vista della sessualitá, ma non così rari anche in minori di tenera età.

Secondo il pm Paola Conti, i tre imputati finito sotto inchiesta nel maggio 2014 avrebbero ripreso gli abusi con una telecamera. Dietro la cinepresa, stando alle indagini, l’imprenditore, datore di lavoro del papà delle piccole. Davanti invece il padre, la madre non vedente e le bambine che, ascoltate nell’incidente probatorio chiesto dalla pm Conti, sono risultate parzialmente attendibili. In aula parlarono col contagocce tra tanti “non ricordo”, e la psicologa Laura Ballarè non sarebbe in grado di dire se hanno effettivamente rimosso o se non vogliono ricordare.

Ma le violenze emergerebbero con drammatica evidenza anche dai referti medici delle visite ginecologiche. Le bambine – assistite dagli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili e costituite parti civili – pur così piccole, avrebbero già avuto rapporti sessuali completi.


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