Bolsena – Due idrovolanti, quindici volontari di protezione civile coinvolti con tre mezzi.
Questi i numeri dell’esercitazione che si è svolta venerdì mattina nei territorio di Bolsena e Montefiascone in merito alla sorveglianza aerea contro gli incendi.
In campo il club idrovolanti Bolsena “La Fenice”, l’Asvom (Associazione volontari Montefiascone) e la protezione civile di Bolsena. La base della simulazione è stato il lungolago di Bolsena ed esattamente lo stabilimento “La spiaggetta”.
Sono intervenuti il prefetto Giovanni Bruno, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano, il comandante della compagnia dei carabinieri di Montefiascone Antonino Zangla, il comandante della stazione dei carabinieri di Montefiascone Fabrizio Botticelli, il vice comandante della stazione dei carabinieri di Bolsena Rosario Riccobene, il tenente colonnello Massimo Bambini con due allievi marescialli in rappresentanza dell’aeronautica militare, i carabinieri forestali di Montefiascone e Bolsena e della motovedetta, i sindaci di Bolsena Paolo Equitani e Montefiascone Massimo Paolini con l’assessore comunale Paolo Manzi.
L’esercitazione è iniziata con i saluti di Mario Di Sorte, presidente del club idrovolanti, che ha ringraziato i presenti e illustrato le attività della sua associazione.
Poi un rappresentante della protezione civile di Montefiascone ha analizzato e illustrato i dettagli dell’esercitazione e inoltre le finalità del progetto a cui è seguito l’intervento di Gustavo Saurin del club idrovolanti. La simulazione è stata composta da due situazioni d’incendio: una con la presenza di fumo e una senza.
Alle 11 è iniziata la prova con il decollo di un idrovolante con l’equipaggio della sorveglianza aera sul territorio di Bolsena. Dopo pochi minuti di sorvolo i piloti del velivolo hanno avvistato una colonna di fumo, comunicando immediatamente le coordinate gps alla squadra della protezione civile di Bolsena.
I volontari si sono attivati e sono partiti per arrivare sul luogo del rogo. Subito dopo anche le due squadre dell’Asvom si sono dirette sull’incendio. Intanto i piloti dell’idrovolante hanno inviato foto e video alla base operativa che sono state mostrate ai presenti. Poi l’idrovolante è tornato a terra.
La seconda simulazione di un incendio senza la presenza di fumo visibile si è svolta nel territorio del comune di Montefiascone. Anche in questo caso i piloti dell’idrovolante hanno avvisato i volontari dell’Asvom che si sono diretti sul luogo segnalato insieme ai colleghi di Bolsena. In tempo reale sono stati inviati filmati alla base operativa e mostrati ai presenti.
Oltre alle immagini dei roghi, i piloti degli idrovolanti sono stati in grado di riprendere auto e persone sospette nei pressi degli incendio.
Infatti la sorveglianza aerea a.i.b. messa in campo dalle tre associazioni, avrà una duplice funzione: quella dell’immediatezza d’intervento di spegnimento, su organizzazione e coordinamento dei vigili del fuoco, e dall’altro di prevenzione, con la possibilità di scattare foto e riprendere persone o auto sospette nelle vicinanze dei fenomeni appena accesi e inviare tutto il materiale agli organi competenti.
A conclusione della manifestazione, presso la sede dell’Asvom a Montefiascone, si è tenuto un momento conviviale con tutte le autorità.
“A breve – ha spiegato il prefetto Giovanni Bruno – verrà organizzata una riunione tra la prefettura, l’Asvom, la protezione civile di Bolsena, il club idrovolanti La Fenice, i sindaci di Montefiascone e Bolsena, e vigili del fuoco per verificare la fattibilità di una stipula di un protocollo d’intesa per la sorveglianza aerea contro gli incendi. Questo permetterà di concretizzare questo progetto messo in campo dalle tre associazioni così da consentire al sistema che fa il monitoraggio dell’antincendio boschivo di avere immagini e filmati in tempo reale dei fenomeni dagli idrovolanti”.
In merito all’esercitazione organizzata nei territorio dei comuni di Bolsena e Montefiascone, il prefetto ha aggiunto: “L’iniziativa è stata molto proficua e al tempo stesso innovativa che dovrà essere integrata nel sistema della prevenzione degli incendi”.
Michele Mari

