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Viterbo – Spunta l’albero delle scarpe da tennis…
Strana immagine per chi si è trovato a passare in strada Tobia e ha notato qualcosa sui fili dell’elettricità.
Quelli che a prima vista potevano sembrare rondini… o merli o gazze erano in realtà scarpe da tennis. Proprio così.
Tre paia di scarpe da ginnastica appese sui cavi in fila quasi alla stessa distanza tra loro e più in là un quarto.
Il fenomeno delle “scarpe volanti” o “Shoefiti” sbarca nella Tuscia e si riferisce alla pratica di legare tra loro i lacci di due scarpe e di scagliarle in aria, in modo da farle restare appese ai cavi delle linee elettriche o telefoniche.
Questa pratica prende il nome dall’unione delle parole “shoe” (scarpa) e “graffiti” e nasce nelle zone rurali e urbane degli Stati Uniti come manifestazione del folklore adolescenziale.
Il fenomeno dello shoefiti si è divulgato grazie a internet, dove vi sono siti e blog dedicati.
Una grande visibilità allo shoefiti si è avuta anche grazie al cinema in film come “Stanno tutti bene” (1990) diretto da Giuseppe Tornatore, “Big Fish – Le storie di una vita incredibile” (2003), “Sex Movie” in 4D (2008) e “Creed – Nato per combattere” (2015) di Sylvester Stallone.
Viene interpretato spesso come la volontà di creare interazione tra cittadino e città, lasciando quindi una traccia del proprio passaggio in una zona, proprio come avviene coi graffiti.






