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“Tornerò per santa Rosa con Arena sindaco”

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Viterbo – Arriva in anticipo, dopo essersi fermato a rifocillarsi a Bagnaia. Ne approfitta per fare un giro tra la folla. Che lo accoglie come sempre con cori e applausi.

Quando Matteo Salvini entra in piazza del Teatro non sono ancora le 18,30. È il suo ritorno a Viterbo. L’ultima volta, a marzo, da leader del centrodestra. Oggi è ministro. Niente è cambiato.

È venuto a sostenere Giovanni Arena sindaco, ma prima e dopo, è tutto per le persone che sono qui per vederlo e ascoltarlo. Sono circa tremila. Tanti selfie prima, durante e soprattutto dopo il comizio. Rimane quasi un’ora sul palco, finito il discorso, per accontentare tutti. Non è da tutti.

Selfie di Matteo Salvini da piazza del Teatro

Sul candidato primo cittadino ha una certezza: “Da lunedì – spiega al microfono il ministro – sarà il sindaco di Viterbo”. E anzi, al futuro “capo” di palazzo dei Priori, già prenota una visita: “Tornerò il 3 settembre con Arena sindaco. Lo scorso anno non sono potuto venire per santa Rosa è mi è dispiaciuto”.

Sul palco, le elezioni comunali a Viterbo, ma pure quelle di Terni. Dal capoluogo della Tuscia la tappa successiva è proprio nella città umbra e poi, le vicende nazionali. I fatti che stanno facendo discutere.



“Arrivo a Viterbo – spiega Salvini – nel mio 21esimo giorno da ministro”. Dal palco apprezza la vista. “Questa piazza piena è la più bella risposta ai vari Saviano, Macron e Santoro che passano il tempo a insultare il prossimo. Grazie di cuore”. Alle persone presenti, ovvio. “Penso che qui ci fossero Renzi o la Boldrini, magari ci sarebbero meno persone”. Due esempi a caso, come ammette lo stesso Salvini.

“Potrò risultare antipatico, ma chissenefrega. Meglio antipatico che fesso. Io non mollo. Più mi insultano, più mi danno forza, più mi attaccano, mi minacciano e più mi danno forza”. Parte il coro “Matteo Matteo…”.

Ai presenti però lancia un avvertimento: “Non basta battere le mani – ammonisce Salvini – scegliere il sindaco è qualcosa che vi cambia la vita. Chi domenica va al mare, poi stia zitto per 5 anni se a Viterbo le cose non funzioneranno. Un minuto per scegliere il sindaco va trovato. Altrimenti si evitino lamentele su parcheggi, strade, buche”.

La ricetta che propone è quella della normalità. “Non abbiamo bacchette magiche noi, così come non le ha il sindaco e la sua squadra, ma ci mettiamo onestà e tanta buona volontà. Mi hanno detto, salendo sul palco, sei eccezionale. No. Un paese che ha bisogno di persone eccezionali è alla frutta. Qui ci sono persone normali che vogliono fare cose normali”.

Matteo Salvini e Giovanni Arena

Normali come: “Difendere i confini e la sicurezza del paese. Abbiamo cominciato a farlo”. O la legittima difesa: “La sinistra ha approvato una riforma della legittima difesa buona solo quando fa buio. Adesso, ad esempio c’è il sole. Potrebbe succedere qualsiasi cosa, ma al delinquente dovremmo chiedere se ci fa la cortesia di passare quando fa buio, sennò siamo in difficoltà”.

Matteo Salvini

Ce l’ha un po’ con i giornalisti. Seppure con una premessa: non bisogna generalizzare. E forse temendo di non essere compreso, fa un esempio su cosa intenda per non generalizzare.

“Non si generalizza – osserva Salvini – sui rom, ad esempio. Per carità, uno che lavora ci sarà, magari due o tre”. Fatta chiarezza, riprende il filo. Il riferimento alla stampa è per l’effetto Salvini, uscito sui giornali: “Leggo che la borsa scende e lo spread sale perché ho detto che smonteremo la legge Fornero. L’ho detto e lo confermo. Che novità è? Sono cinque anni che rompo le palle con questa legge. Non mi spaventa Saviano, figuriamoci se mi faccio intimorire dallo spread”.

Matteo Salvini e Giovanni Arena

Ancora attualità. Con la nave Lifeline che ha caricato a bordo 224 migranti. “Hanno disobbedito alle autorità libiche e a quelle italiane – afferma Salvini – e quindi in Italia non sbarcano. Oltretutto, l’imbarcazione batte bandiera olandese, ma il governo ci ha fatto sapere che non hanno nessuna nave registrata con quel nome.

Il mio obiettivo è salvare le persone a bordo, ma prima dell’Italia c’è Malta. Li prendessero loro ogni tanto. Poi la nave la sequestriamo e arrestiamo tutto il personale”. Una ricetta soft.

Umberto Fusco, Matteo Salvini ed Enrico Maria Contardo

Sulle sorti del governo rassicura: “Cercano di farmi litigare con i 5 stelle, ma non ci riescono. Ho trovato gente che mantiene la parola e penso che lavoreremo bene insieme”.

Un abbraccio con Arena e poi l’ultimo annuncio a microfono: “Qualcuno vuole fare una foto? Si entra da destra, sempre da destra e con il telefonino pronto”. Alle transenne si accalcano a centinaia. Una lunga fila. Salvini resta sul palco fino a quando l’ultimo dei presenti non ha la sua foto. Promessa di uno scatto col ministro: mantenuta.

Giuseppe Ferlicca


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