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Bagnoregio – Sarà processata per maltrattamenti la professoressa bulla della scuola media di Bagnoregio finita nella bufera perché avrebbe umiliato un ragazzino troppo vivace, coinvolgendo tutta la classe. Nessun incidente probatorio bis per sentire i quattro alunni pronti a difendere la docente.
A distanza di due anni, si è chiusa ieri col rinvio a giudizio l’udienza preliminare a carico dell’insegnante 60enne, originaria di Castel Giorgio, sospesa a tempo di record nella primavera del 2016 dopo la denuncia dei genitori di un alunno 14enne, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Enrico Valentini.
La presunta vittima, oggi sedicenne, nel frattempo, frequenta le scuole superiori: “Fortunatamente va tutto per il meglio, ma c’è voluto tempo perché si riprendesse dallo choc dovuto alle continue umiliazioni subite davanti a tutta la classe – commenta Valentini, secondo il quale – il rinvio a giudizio è la naturale conseguenza”.
Il caso, finito sotto i riflettori dei media nazionali, fu sollevato a marzo di due anni fa dagli stessi compagni di classe della presunta vittima durante una lezione sul bullismo al catechismo e riferito alla famiglia.
“Non senti che puzzi?”, avrebbe detto la professoressa d’italiano all’allora 14enne, facendone il pierino della classe. “Sei uno stupido, inutile che ti spiego le cose, tanto non capisci”, sarebbero state le battute all’ordine del giorno.
Poi avrebbe costretto i due compagni più robusti a sollevarlo di peso e buttarlo fuori della porta. Fatti gravissimi, cristallizzati durante l’incidente probatorio (chiesto dalla pm Paola Conti) dal 14enne e da 6 compagni, che avrebbero in parte ridimensionato il solo episodio del processo, quando il 14enne sarebbe stato costretto su una sedia e sbeffeggiato senza che la prof intervenisse.
Per la prima udienza c’è da aspettare. Il processo prenderà il via fra un anno, l’11 luglio 2019, davanti al giudice Giacomo Autizi. Nel frattempo, chiudendo l’udienza preliminare, ieri il gup Francesco Rigato ha sciolto l’ultima riserva, presente in aula il pm Franco Pacifici, rigettando la richiesta della difesa di disporre un ulteriore incidente probatorio su quattro compagni di classe della presunta vittima, quattro studenti minorenni che, al contrario dei sei già sentiti, sarebbero pronti a deporre a favore della docente.
Pro docente anche alcuni genitori, che presumibilmente saranno inseriti nella lista dei testimoni dall’avvocato Giovanni Labate, difensore della professoressa, cui, nel corso delle indagini difensive, avrebbero già rilasciato dichiarazioni in tal senso.
L’imputata, che non ha mancato neanche un’udienza, anche ieri era presente in aula, accompagnata dal marito. Non c’erano invece i genitori del 14enne che sarebbe stato oggetto di vessazioni.
Silvana Cortignani


