Viterbo – “Un sogno che si realizza dopo 18 anni”.
La nuova caserma dei vigili del fuoco è diventata operativa proprio nell’anno in cui “festeggia” la maggiore età da quando si scelse il luogo in cui sarebbe dovuta sorgere. Diciotto anni di burocrazia prima e di lavoro incessante dopo. Diciotto anni di attesa di un posto funzionale e all’avanguardia da mettere a disposizione di uomini e donne che danno tutto e di più a quella divisa.
Da tre giorni è realtà. Dal 12 giugno i pompieri operativi del comando provinciale di Viterbo non devono più sistemarsi nei vecchi locali di via Oslavia, ma si dirigono fieri verso la caserma sulla Cassia Nord, pensata per loro e strutturata per loro. E per dare un servizio sempre più efficiente ai cittadini nei più svariati episodi di emergenza che sono chiamati a gestire.
“Siamo solo all’inizio – chiarisce subito il comandante provinciale Giuseppe Paduano -. Per noi questo è un punto di partenza perché abbiamo già iniziato a spingere e a insistere affinché nel più breve tempo possibile ci sia consegnata anche il resto della struttura: la mensa e la sezione amministrativa. Ma intanto ci godiamo la nostra nuova, bellissima ed efficientissima, sala operativa”.
Una sala operativa che definire moderna è poco.
Maxischermi per visualizzare mappe e luoghi di intervento. Telefoni touch screen per rispondere alle telefonate e chiamare numeri strategici in un batter d’occhio. Una postazione Tas di altissimo livello che permette di delimitare con più facilità le aree di intervento nella ricerca dei dispersi o durante gli incendi e le esondazioni. Un’app installata sui cellulari dei vigili del fuoco che, addirittura, potranno aprire e chiudere i cancelli della caserma direttamente dal proprio smartphone.
A descrivere nel dettaglio le peculiarità della sala operativa è il funzionario Angelo Di Fiordo.
“Abbiamo sempre attivi due posti operatori – spiega – in più ne possiamo aggiungere altri due in momenti di particolare emergenza. Poi c’è la postazione Tas di ultima generazione che, come ricorda anche il comandante Paduano, è nata proprio a Viterbo e da qui è stata esportata in tutta Italia. E, ancora, il programma SO 115 che ci permette di gestire gli interventi in atto e quelli in coda”.
Strumentazioni di ultima generazione pensate per ottimizzare tempi e risultati, ma anche per garantire il giusto comfort ai vigili del fuoco stessi.
“Il mobilio è di primissima qualità – continua Di Fiordo -, così come le poltrone della sala operativa, create appositamente per un utilizzo continuo di 24 ore. Tutto è computerizzato ma in caso di black out niente panico: intanto ci sono due ore di autonomia, poi c’è un gruppo elettrogeno e, infine, anche i “vecchi” telefoni emergenziali che viaggiano sulla linea Isdn”.
Tutto pronto anche nella sala Crisi, quella nella quale si riuniscono tutti gli addetti ai lavori in casi particolari come alluvioni, forti nevicate o anche nel corso di manifestazioni imponenti come il trasporto della macchina di santa Rosa.
“Dopo essermi reso conto dell’ottimo livello della struttura – dice il prefetto Giovanni Bruno – ho immediatamente capito che questa sarebbe stata la sede adeguata per la sala Crisi. D’ora in poi quindi non ci si riunirà più in Prefettura, ma qui al comando provinciale dei vigili del fuoco”.
Già attive e abitate anche le camere per il personale.
“Ci sono nove stanze da quattro letti ciascuna e due da due letti per le donne – spiega Giovanni Aloisi facendo strada -. Tutte sono autonome da un punto di vista dell’elettricità e del riscaldamento/raffreddamento con un sistema di badge simile a quello degli alberghi. Poi ci sono i bagni con le docce e tutto l’occorrente”.
Infine, al piano terra, è già stata riempita di mezzi l’autorimessa. Manca ancora la disponibilità di una piccola parte, ma il grosso è già sistemato.
“Voglio cogliere l’occasione per ringraziare davvero tutti – dichiara quasi commosso il comandante provinciale Paduano -. In questi mesi ho fatto lavorare tutti tantissimo. Praticamente c’è chi ha lavorato 25 ore su 24. Mi dispiace aver chiesto tutta questa fatica ai miei uomini, ma dovevamo raggiungere questo obiettivo a tutti i costi. Soprattutto per loro, che si meritano una sede idonea e dignitosa per quello che fanno ogni giorno”.
Il progetto della caserma era in piedi da anni, molti anni.
“Sono passati 18 anni da quando hanno scelto il sito – continua Paduano -. Io l’ho seguita passo passo dal 15 settembre 2015, quando sono arrivato qui, e posso assicurare che è proprio un sogno che si realizza. Un traguardo stupendo. Per dirla con le parole di Jim Morrison: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai mollato…”.
Intanto, proprio perché i vigili del fuoco non hanno alcuna intenzione di mollare, né tanto meno di smettere di sognare, si sta avverando anche un altro bel progetto: il tanto agognato distaccamento di Tarquinia.
“Dai primi di luglio si partirà anche lì con dieci unità – spiegano Paduano e il prefetto – che riusciranno a coprire i turni per l’emergenza boschiva, almeno diurna. Ma per Tarquinia sono previste da decreto ministeriale 26 persone che coprirebbero il servizio h24. Faremo il possibile per sollecitare chi di dovere per raggiungere questo obiettivo il prima possibile”.
Essere nei punti giusti è fondamentale. “Dico sempre – conclude il comandante – che la forza dei carabinieri è quella di essere capillari. Anche noi vogliamo esserlo e puntiamo a quello. Il nostro impegno professionale è sempre massimo, ma se ci si aggiungono anche le strumentazioni e gli snodi strategici possiamo davvero arrivare a garantire un servizio invidiabile”.
Il prossimo appuntamento per festeggiare e mostrare il nuovo gioiello alla cittadinanza è per i primi di luglio, quando sarà organizzata una cerimonia ufficiale di apertura.
Francesca Buzzi





