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“Una mostra faraonica”

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Viterbo – (g.f.) – “Una mostra faraonica”. Definizione non potrebbe essere più calzante e la trova Hisham Mohamed Badr, ambasciatore d’Egitto in Italia, per presentare “I tesori di Tutankhamon”.

L’esposizione voluta da Caffeina è in programma dal primo luglio al 28 ottobre nella sala del Conclave a palazzo dei Priori. L’intero tesoro di Tutankhamon, la celebre maschera mortuaria d’oro, lapislazzuli e paste vitree, il sarcofago e il cocchio del faraone morto giovanissimo sono pronti per essere ammirati.

Circa 250 le riproduzioni di tesori archeologici egizi. Imitazioni perfette di capolavori custoditi al Museo Archeologico del Cairo. Cosi vicini agli originali, da ingannare anche l’occhio più esperto. E se a dirlo è Zahi Hawass, archeologo e il più famoso egittologo, c’è da crederci.

Viterbo - I tesori di Tutankhamon, la presentazione

“Ho visitato la mostra – dice Hawass – è fantastica. È come se fossi entrato nella tomba originale. Iniziative come questa permettono di conoscere l’Egitto. Io non credo nelle mostre di repliche, tranne questa. Sarà come accedere tutti i giorni al museo Egizio del Cairo”. Ammirando otto sfingi, perfetta replica marmorea di quelle del viale Trionfale al gran tempio di Karnak a Luxor. Quindi, il cofano con i vasi canopi, il tronetto faraonico, il grande naos e la collezione di gioielli regali.

“Una mostra faraonica – sostiene Hisham Mohamed Badr – in segno d’amicizia, pace e cooperazione tra Italia ed Egitto”. Per arrivare a realizzarla, è servito molto impegno.

“Non sono copie commerciali – sottolinea Hawas – ma commissionate dal ministero egizio e di sua proprietà. Copie a grandezza uno a uno. Questo è il modo corretto di costruire una mostra istruttiva”. Repliche identiche agli originali. E ammirando una copia, poi viene voglia di vedere gli originali.

Giovanni Arena e Zahi Hawass

Al palazzo dei Papi, Tutankhamon, e un’altra mostra di icone copte.

“Queste mostre a Viterbo – dice Hawass rafforzeranno le relazioni tra Italia ed Egitto, facendo partire un grande messaggio. L’Egitto è sicuro, gli italiani possono tornare, perché grazie a questo, si potranno portare alla luce altri tesori”.

L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione tra ministero delle Antichità di Egitto e la Società Italiana di Beneficenza S.I.B. Fondazione Benedetti, del filantropo Eugenio Benedetti. “Una mostra di copie – osserva Benedetti – ma autentiche, perfette. Più belle degli originali. Un invito a conoscere meglio l’Egitto, a tornare.

La mostra copta, poi, tutti i reperti resteranno in Italia, acquistati dalla nostra fondazione. Li porteremo ovunque”.

Hisham Mohamed Badr

La presentazione al bistrot del teatro Caffeina. C’è anche il sindaco di Viterbo Giovanni Arena. Un riavvicinamento tra il mondo di Caffeina, che ha voluto la mostra e il palazzo. “L’iniziativa è un altro passo – sottolinea Rossi – per portare in città Caffeina tutto l’anno. Il festival in corso, il villaggio natalizio, il teatro e adesso le mostre”.

Quella di Tutankhamon s’inaugura domani su invito, l’apertura al pubblico è dal primo luglio e fino al 28 ottobre. Tutti i giorni dalle 10 alle 19. Costo dei biglietti 7 euro, 5 per i residenti. “Un grandissimo evento – spiega Andrea Baffo – che riguarda tutta la città. Grazie a Benedetti, un vero filantropo che ha voluto donare qualcosa e si è appassionato a Caffeina e quello che fa.

Mi fa piacere che ci sia il sindaco Arena. Ho finalmente la piacevole sensazione di avere l’amministrazione comunale qui. Lo ringrazio doppiamente del suo tempo, essendo per lui giornate a dir poco complicate”.

Giovanni Arena e Zahi Hawass

Al bistrot, anche Claudio Margottini, rappresentante dell’ambasciata italiana in Egitto: “Sono felice dei rapporti tra Italia ed Egitto. La mostra a Viterbo è un fatto concreto, d’importanza fondamentale per le relazioni tra i due paesi”.

Un messaggio, dal sottosegretario Borgonzoni. Non potrà essere all’inaugurazione, ma promette di venire a Viterbo a visitare la mostra.


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