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“Mi si è avventato addosso dopo una serata in discoteca”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Carbognano – (sil.co.) – Violentata dopo una serata in discoteca con gli amici. “Mi si è avventato addosso mentre dormivo, cercando di avere un rapporto sessuale a tutti i costi. Mi teneva ferma per il collo, diceva ‘zitta’ e intanto infilava le mani dappertutto”, ha raccontato la presunta vittima. 

La presunta vittima, una ragazza oggi 28enne, è stata sentita ieri per la prima volta in aula al processo davanti al collegio in cui è imputato di violenza sessuale il giovane che la notte tra il 26 e il 27 marzo 2011, quando aveva appena 21 anni, avrebbe tentato di approfittare di lei in un’abitazione di Carbognano. 

“Eravamo andati in discoteca, io e una coppia di amici, quando ci ha raggiunti nel local un loro conoscente, a casa del quale abbiamo deciso di proseguire la serata verso l’una e mezza di notte”, ha spiegato la vittima, una ragazza d’origine romena, come il resto della comitiva. 

“C’era anche la madre dell’imputato, per cui mi sono fidata. Ci siamo seduti in salotto a chiacchierare, ma a un certo punto mi sono addormentata sul divano. All’improvviso mi sono svegliata bruscamente, con il conoscente dei miei amici che mi si era sdraiato dietro e frugava con le mani dappertutto. Gli ho detto di smettere, ma lui ha insistito. Si è abbassato le mutande e intanto provava a spogliarmi, tenendomi con un braccio per il collo e infilando l’altra mano dappertutto”, ha raccontato.

“Mi diceva ‘zitta, zitta’, mentre io mi divincolavo e chiamavo in aiuto gli altri, che nel frattempo erano saliti a dormire al piano di sopra. Poi, quando ha finito, si è fermato. Ma non c’è stata penetrazione, solo continuava a toccarmi nelle parti intime. Dopo mi ha chiesto scusa, voleva farmi un caffè. Però mi diceva anche ‘fai come se non fosse successo niente, non dire niente a nessuno'”.

Erano circa le quattro del mattino quando l’incubo è finito e la presunta vittima si è fatta riaccompagnare a casa  dalla coppia di fidanzati con cui era uscita per trascorrere una tranquilla serata in discoteca. La mattina successiva, accompagnata dai due giovani, si è recata presso la caserma dei carabinieri di Fabrica di Roma a sporgere denuncia. 

Durissimo il difensore Giuliano Migliorati che, tra le altre cose,  ha più volte chiesto alla giovane se anche lei avesse toccato l’imputato, che non era presente in aula.

Tracce di sperma sono state trovate dal Ris sulla maglietta che indossava quella sera, posta sotto sequestro dalla procura. Agli atti anche il referto del pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, dove i sanitari avrebbero confermato segni di strattonamento sul collo e rossori compatibili con uno sfregamento forzato all’inguine. 

Il processo riprenderà il prossimo 22 gennaio davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. 


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