Viterbo – Musica, divertimento e due colori: ovviamente il giallo e il blu. E’ finita tra gli applausi la festa di fine stagione della Viterbese, organizzata dal club di via della Palazzina all’Enrico Rocchi.
Fotogallery: La festa della Viterbese – Le squadre della Viterbese dagli anni ’30 a oggi
Lo stadio di casa, teatro di tante sfide memorabili, ha ospitato il pomeriggio dedicato alla celebrazione di un’annata storica chiusa con il quinto posto in campionato, la finale di coppa Italia di categoria e i quarti di finale dei playoff per la serie B.
In ogni competizione la Viterbese ha superato i risultati della stagione precedente e in tanti si sono stretti attorno alla squadra per legittimare quanto fatto nel corso delle 51 partite giocate dal 27 agosto al 3 giugno: nove mesi (e una settimana) indimenticabili.
Protagonisti della festa ovviamente i calciatori, che assieme a società e staff tecnico hanno fatto gli onori di casa ai tifosi presenti allo stadio dividendosi in due squadre e giocando una partitella. Il tutto alla presenza di Vicenzo Camilli.
La speranza dei fan è che il progetto di crescita continui anche nel corso della prossima stagione.
A fare da sfondo alla giornata la partita amichevole tra gli sponsor gialloblù e gli ‘Amici della Viterbese’, che per una volta hanno relegato i vari Iannarilli, Celiento e Baldassin alla tribuna ma per una giusta causa.
Dopo il fischio finale la festa si è spostata al ristorante Il borgo di Bagnaia per la cena conclusiva: Viterbese e tifosi tutti allo stesso tavolo come dentro allo stesso stadio.
Alla cena ha partecipato il patron Piero Camilli, con al fianco l’assessore comunale ai lavori pubblici e agli impianti sportivi Alvaro Ricci.
La serata di solidarietà a favore dell’associazione Eta Beta, rappresentata dal vicepresidente Mario Carnassale, ha visto la vendita delle magliette dei giocatori della Viterbese. Sono stati raccolti 3500 euro che andranno alla Eta Beta.
La famiglia Camilli è stata la protagonista della serata da tutti i punti di vista.
E la storia, c’è da scommettere, non è ancora finita.






