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“Amo questa città più dei suoi abitanti”

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Sutri - Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri – Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri - Emmanuele Emanuele

Sutri – Emmanuele Emanuele

Sutri - Vittorio Sgarbi ed Emmanuele Emanuele

Sutri – Vittorio Sgarbi ed Emmanuele Emanuele

Sutri - Vittorio Sgarbi

Sutri – Vittorio Sgarbi

Sutri - Vittorio Sgarbi e l'assessore Felice Casini all'interno del Mitreo

Sutri – Vittorio Sgarbi e l’assessore Felice Casini all’interno del Mitreo

Sutri - Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri – Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri - Villa Savorelli

Sutri – Villa Savorelli

Sutri - Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri – Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele

Sutri - Lillo Di Mauro

Sutri – Lillo Di Mauro

Sutri – “Amo Sutri più dei sutrini”. Emmanuele Emanuele, professore, avvocato e presidente della Fondazione Roma, è sincero.  Il momento è importante. Noblesse oblige. Sutri gli ha conferito la cittadinanza onoraria, la prima nella sua storia. E porta la firma di Vittorio Sgarbi, il sindaco nuovo della città.


Fotogallery: Il conferimento della cittadinanza onoraria a Emmanuele Emanuele


Intellettuale, poeta, saggista, economista, esperto di finanza, presidente e socio di associazioni sportive. Emanuele per Sutri è innanzitutto un benefattore. Di quelli che si innamorano a prima vista, come in un film neorealista ambientato in Ciociaria.

È intervenuto più volte, con restauri e finanziamenti, a sostegno dei beni culturali del posto. Il lavatoio, la chiesa dell’Ordine di Malta, la battaglia per riportare l’Efebo, i lavori nella cripta dove Sigerio divenne Papa. Tutti portano la sua firma.

“Ho ancora un obiettivo – ha detto Emanuele davanti al consiglio comunale riunito in seduta straordinaria -, le pitture del Mitreo. Vanno valorizzate attraverso un’illuminazione adeguata e degli interventi contro l’umidità. Per salvare gli affreschi. Sono disposto a farmene carico personalmente”.

Il sindaco è Vittorio Sgarbi. La cittadinanza onoraria è il solo punto all’ordine del giorno. Prima della seduta, Sgarbi ed Emanuele fanno un giro per il parco di Sutri. Visitano il Mitreo. Sgarbi spiega le pitture ad alcune ragazze al seguito. Intanto il funzionario del parco elenca i pezzi rubati nel corso degli anni. E non sono pochi.

La sede del Consiglio cittadino è cambiata. Maggioranza e opposizione si sono spostati a Villa Savorelli. Per volere del sindaco Sgarbi, che nella villa ha trasferito anche i suoi uffici. In cima al parco. Una dependance di lusso lontana dai pettegolezzi cittadini. Meravigliosa, in altrettanto posto. Una villa del XVI secolo, incendiata dalle truppe naziste in ritirata durante la seconda guerra mondiale e ricostruita dalla famiglia romana Staderini.

Affacciata infine su tutto quel che resta dell’antica potenza etrusco-romana di Sutri, “una città – come ha ricordato Emanuele – più antica di Roma”. Comunque sia molto importante. Da queste parti, nel I secolo a.C., Antonio distribuì molte terre ai suoi veterani. tant’è vero che Sutri prese le sue parti nel conflitto contro Ottaviano. Pagandone probabilmente il prezzo. Anche se la sua fama va ben oltre i romani, fin dentro il medioevo. Alla base stessa della costruzione del Patrimonio di San Pietro. A Sutri c’è stato anche un concilio, nel 1046, e l’elezione di Papa Clemente II.

Quando Emanuele e Sgarbi entrano a Villa Savorelli, la sala è piena di gente. Ai banchi i consiglieri si sono già seduti. Gli assessori pure. Sgarbi fa prima un giro negli uffici e nelle stanze del suo palazzo. Esce di nuovo per poi ripalesarsi con giacca gialla indosso e cravatta con varie tonalità di blu al collo.

“Emanuele – ha detto Sgarbi – ama Sutri come un sutrino”. Poi legge la delibera e ricorda che per Emanuele questa è la quinta cittadinanza. Ne ha anche una in Cina, accanto a quelle di Enna, Pescina e Latina.  

Sgarbi invita l’opposizione a dire la sua. Tocca quindi a Lillo Di Mauro. “Quando si conferisce una cittadinanza onoraria a una persona – ha detto – allora vuol dire che attraverso il suo comportamento è andata oltre la quotidianità della storia di una comunità. Una persona che rappresenta un simbolo costante di impegno. Emanuele è una di queste persone”. 



Delibera approvata all’unanimità. Maggioranza e assessori non fanno un fiato. Di Mauro strappa l’applauso del pubblico inserendo un suo racconto nel discorso e Sgarbi duetta con Emanuele mentre legge la sintesi del curriculum del presidente della Fondazione Roma. Oltre ottanta pagine ridotte a quattro. Che Sgarbi legge, una ad una. Divertito. Anche se il caldo si fa sentire. Pure per il sindaco.

“È la cittadinanza onoraria della quale in assoluto io sono più felice e onorato – ha commentato Emanuele – io amo Sutri più degli abitanti di Sutri. È stato uno di quegli amori a prima vista e che nonostante il trascorrere del tempo non è mai cessato. La prima volta che l’ho vista rimasi senza parole. A Sutri la mia famiglia è stata sempre felice”. Noblesse oblige.

Daniele Camilli

 


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