Fabrica di Roma – Il comune restituisce gli immobili confiscati alla criminalità, avuti dall’agenzia nazionale che gestisce questi beni. Un capannone da ventimila metri quadrati e diversi appartamenti.
Finiscono i sogni di realizzare nella struttura, una casa di riposo.
La decisione l’ha presa il consiglio comunale nel corso dell’ultima seduta, dopo che un esposto ha parcheggiato il progetto, con l’apertura di un’inchiesta.
“Nel frattempo – ha spiegato il sindaco Scarnati in consiglio – l’agenzia che ci ha destinato i beni chiede a che punto sia la realizzazione dell’opera destinata a pubblica utilità”. L’amministrazione ha una risposta, non quella che vorrebbe. “Non è stato ancora fatto nulla e le strutture si stanno depauperando in quanto non utilizzate”.
Scarnati vuole arrivare fino in fondo al processo: “Per vedere chi ha sbagliato e perché chi lo ha fatto paghi”. Ma nel frattempo: “Il mutuo assunto con Cassa depositi e prestiti per la realizzazione della casa di riposo lo stiamo spendendo in altre finalità pubbliche, il parco, trenta chilometri di strade asfaltate e il campetto da calcio a cinque.
Altri li spenderemo per la manutenzione del campo sportivo. Tutti servizi richiesti dalla cittadinanza”.
Il dibattito nella seduta di consiglio è stato particolarmente acceso. Dall’opposizione, Piergentili ha spiegato come lo stop ai lavori sia stato una scelta dell’amministrazione, piuttosto che quanto avvenuto.
Non concorda il primo cittadino: “Chiunque di fronte a un esposto fermerebbe l’attività in attesa di una decisione, della chiusura inchiesta. Nel frattempo, restituisco il bene all’agenzia”.
Scelta che passa all’unanimità, con 10 voti a favore e tre astenuti. E addio casa di riposo.


