Roma – Nuova caserma dei vigili del fuoco sulla Cassia Nord, approda davanti al Tar del Lazio l’annunciato ricorso della Siters srl contro il ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Presunta parte offesa, una ditta romana che si dice pronta a chiedere il risarcimento dei danni in merito alle modalità di aggiudicazione a un’altra impresa del completamento della struttura che dal 12 giugno ospita la sede provinciale dei pompieri.
Ad aggiudicarsi i lavori è stata l’azienda romana Serit srl, il ricorso è stato invece presentato dalla Siters srl, la “Società impianti tecnologici ed edilizia residenziali e strade” che ha fatto ricorso ai giudici amministrativi regionali contro il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Lazio l’Abruzzo e la Sardegna nei confronti della Serit lavori srl, non costituita in giudizio.
La Siters srl chiede ai magistrati del Tar di annullare il decreto del 18 gennaio 2018, successivamente comunicato e mai inoltrato alla Siters srl, con cui l’ente ha disposto l’aggiudicazione alla Serit lavori srl dei “lavori di realizzazione della nuova sede del comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo-progetto esecutivo di completamento”, intimando la restituzione della cauzione provvisoria all’Ati capitanata dalla Serit srl, “con conseguente declaratoria di inefficacia del contratto eventualmente stipulato nelle more con l’illegittimo aggiudicatario”.
Il bando di gara centro della vertenza è stato pubblicato nel 2017, per un importo pari a circa due milioni e 200mila euro, destinati al completamento del blocco B e pertinenze, all’efficientamento energetico degli impianti di illuminazione e delle centrali, alla realizzazione di rampe e pavimentazione esterna, più altre opere come allacci, ascensori, infissi e castello di manovra.
Adesso la Siters srl chiede, oltre all’annullamento dell’aggiudicazione, anche la condanna dell’ente a risarcire il danno “cagionato alla ricorrente in forma specifica, mediante aggiudicazione nei confronti del medesimo della commessa oggetto di affidamento e subentro nell’esecuzione del contratto eventualmente stipulato ex art. 122 c.p.a., e con riserva sin d’ora di agire anche in separato giudizio per il risarcimento pecuniario del danno ingiusto derivante dall’illegittimità dei provvedimenti impugnati proponendosi sin d’ora anche la subordinata richiesta di risarcimento per equivalente monetario nella misura che sarà determinata in corso di causa”.
L’udienza pubblica del 20 giugno si è conclusa con un rinvio, al prossimo 17 ottobre, per dare ulteriore tempo al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di depositare, come chiesto dal collegio, “una documentata relazione di chiarimenti in ordine alla controversia prospettata, corredata di tutti i documenti che risultino di interesse, da predisporre tenendo primariamente conto dei rilievi della ricorrente”.
Al ministero viene dato nel frattempo un ulteriore termine di 30 giorni per il deposito della documentazione richiesta, con l’avvertimento che: “In caso di mancato adempimento saranno desunti argomenti di prova dalla mancata esecuzione”.
Silvana Cortignani

