Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In merito all’articolo “La ricoverano nel reparto sbagliato per mancanza di posti e muore”, la Asl di Viterbo interviene con le seguenti precisazioni.
Il caso segnalato dai parenti della signora di 87 anni, residente nel comune di Soriano nel Cimino, deceduta il giorno 19 luglio a Belcolle, oltre che sottoposto all’attenzione degli organi competenti, come da prassi è stato oggetto di un rigoroso audit interno predisposto dalla Asl di Viterbo.
Dagli esiti di tale approfondimento emerge, con chiarezza, come il complesso delle procedure di presa in carico della signora sia stato totalmente corretto e che il decesso sia imputabile a un peggioramento improvviso e inaspettato delle condizioni cliniche della paziente, che si sarebbe comunque verificato pur se la stessa fosse stata ricoverata nel reparto di Ortopedia. Non c’è, quindi, alcun nesso di causa effetto tra il ricovero nel riparto di Ginecologia e l’evento.
Ricostruendo la triste vicenda, la signora è stata presa in carico dai professionisti del pronto soccorso di Belcolle mercoledì 18 di luglio. Nel pronto soccorso la paziente ha effettuato tutti gli esami necessari per avviare l’iter che si sarebbe concluso con un intervento chirurgico.
Tra gli esami eseguiti: l’elettrocardiogramma, una radiografia del torace e una tac del cranio. Gli accertamenti hanno evidenziato una frattura del femore e una frattura della prima vertebra cervicale. Per questo motivo sono state richieste ed effettuate una consulenza ortopedica e una neurochirurgica.
Al termine degli accertamenti, non avendo al momento disponibilità in Ortopedia, alla signora è stato assegnato un posto nel reparto di Ginecologia. È inappropriato definire questa procedura “sbagliata”, perché viene adottata quotidianamente nella stragrande maggioranza delle strutture ospedaliere, non solo a Belcolle, per consentire al paziente di lasciare il pronto soccorso e di essere assistito dal personale medico del reparto di assegnazione, in questo caso ortopedico, mentre l’assistenza infermieristica viene garantita dal personale del reparto che, temporaneamente, lo ospita.
Tanto è vera questa affermazione, che in Ginecologia la signora è stata visitata di notte dal medico ortopedico di guardia e, nel corso della giornata successiva, in tarda mattinata, da due medici del reparto di ortopedia, compreso il primario, che hanno informato la paziente circa il suo stato di salute, condiviso l’iter terapeutico e comunicato alla stessa il prossimo trasferimento definitivo nell’unità operativa di Ortopedia.
In questo lasso di tempo, alla paziente è stato applicato un collare ortopedico per immobilizzare la frattura cervicale e, come da protocollo, in previsione dell’intervento, è stata sospesa la terapia antiaggregante piastrinica e sostituita con una terapia farmacologica alternativa.
L’aggravamento delle condizioni di salute è avvenuto, del tutto imprevisto, dopo che la signora aveva manifestato al personale medico e infermieristico di voler riposare. È un evento che, purtroppo, può manifestarsi in un quadro clinico complesso, come quello descritto, e in considerazione dell’età della paziente, e che si sarebbe comunque manifestato, con il medesimo esito, indipendentemente dal luogo di ricovero.
La Asl di Viterbo, come sempre, resta a disposizione dei parenti e dell’autorità giudiziaria competente per ulteriori approfondimenti.
Asl Viterbo
