Viterbo – Alla tombola di palazzo dei Priori esce il numero 8: il sindaco senza giunta.
L’amministrazione Arena ancora non si è insediata e chissà quando lo farà, eppure conquista un posto d’onore nella Smorfia.
Incurante della smorfia di chi assiste, ormai rassegnato, al triste spettacolino di una coalizione talmente forte, talmente coesa, talmente decisa che da una settimana discute su quanti assessori chiamare in giunta. Figurarsi quando arriverà il momento delle deleghe.
Anche ieri, ennesima giornata decisiva per il via libera. Passata con un nulla di fatto. Si sa solo che da nove si è scesi a otto. Un assessorato in meno. Ma chi rimarrà col cerino in mano, o meglio, con una posizione in meno? Pare Fondazione. Qualcuno glielo ha detto a Gianmaria Santucci? E che ha risposto?
La nuova torta della giunta vede due fette a Forza Italia, Elpidio Micci e Antonella Sberna. Quindi, una a Fondazione, Paolo Barbieri. Ma a questo punto cominciano i guai.
Perché Lega e Fratelli d’Italia vorrebbero tre assessorati ciascuno. Per un totale di sei, ma ce ne sono solo cinque. Quindi a uno dei due andranno tre assessorati e all’altro due più la presidenza del consiglio. Si sa per certo che la Lega, in base agli accordi, chiede tre assessorati. Si sa per certo che Fratelli d’Italia idem.
E siccome Forza Italia non vuole essere da meno, qualche problema in casa ce l’hanno anche loro. Gli alleati, a quanto pare, sarebbero sul portare a sette la giunta. Ma gli azzurri dovrebbero sottoporsi a una cura dimagrante di deleghe. Non due, ma una. Oltre al sindaco, s’intende. Difficile.
A otto, c’è il 40% della giunta che deve essere composta da assessore. Non pare un problema per tutti. Dentro Forza Italia, si sa, sono più per l’azzurro che per il rosa. Si rischia di vedere nero.
E se numeri, deleghe, presenza femminile non fossero abbastanza, c’è dell’altro. Con Chiara Frontini che ha sollevato il caso d’incompatibilità del sindaco Arena, il quale ha fatto sapere che rimuoverà l’ostacolo pagando la somma relativa alla vicenda Cev, nel centrodestra più di uno si è posto il problema di una situazione molto simile, se non identica. Quella del consigliere FI Paolo Muroni.
Nella prima seduta di consiglio il segretario generale potrebbe sottoporre la questione ai consiglieri. Che dovranno votare, dentro o fuori.
Pare che in molti della futura maggioranza starebbero pensando a un’uscita strategica al momento giusto. Per non votare, in un modo o nell’altro. La fuga. Ottima scelta.
Giuseppe Ferlicca
