Bassano in Teverina – Sono tanti i laboratori d’arte nella Tuscia, anche se non sono mai troppi per la bellezza di cui sono (di solito) portatori.
Frequenti anche i laboratori di serigrafia. Rara se non rarissima è la presenza di artisti che sappiano lavorare il vetro, trasformandolo per dargli nuova vita, utilizzando per di più il vetro riciclato che la gente del posto e più in generale gli amici conferiscono, facendo di “Fornace 77” anche un vero e proprio punto di stoccaggio.
Siamo a Bassano in Teverina, proprio nel cuore del borgo vecchio, là dove c’è un po’ di pianura dopo una discesa infinita per arrivare.
Il laboratorio, nato lo scorso anno, è frutto della passione di Alessia Dionisi e Andrea Micheletti, illustratori, pittori, incisori… in una parola artisti.
Compagni anche nella vita, Alessia e Andrea hanno dato vita ad un luogo in cui far incontrare le diverse esperienze per poi dar vita e forma a qualunque oggetto di ornamento o arredo di design. E quindi nascono lampade, quadri, incisioni, piccoli e delicati gioielli, bicchieri, stampe, sculture artistiche, quadri retroilluminati.
“Mia nonna era originaria di Bassano in Teverina e a poco a poco è maturata l’idea di trasferirci qui – racconta Alessia – in una dimensione meno caotica rispetto all’ambiente romano da dove veniamo, rimanendo comunque a due passi dalla Capitale Il nostro è essenzialmente un lavoro artigiano, adoperando materiale di riciclo ed ecologico”.
Come il vetro, appunto, che una volta trasformato suscita sempre belle emozioni: è raro infatti trovare chi sappia lavorare bene questo materiale.
“Stiamo aspettando di comprare una fornace – prosegue Andrea – abbiamo partecipato a un bando: la burocrazia però ha i suoi tempi. Quando arriverà allora il processo sarà completo, visto che avremo la possibilità di squagliare, rifondere e soffiare il vetro”.
Comunque, anche senza fornace, i risultati sono ottimi anche adesso. “In un anno che siamo qui abbiamo dato vita ad alcune collaborazioni con artisti del luogo, tra cui il noto artista Tommaso Cascella, utilizzando il nostro laboratorio: il confronto è un fattore di crescita per tutti”.
Si chiamano Fornace 77 perché, come scrivono sul sito “nome Fornace richiama la tecnica della fusione del vetro, ma vuole essere anche un omaggio quasi ancestrale nei confronti di quell’antica attività di produzione di laterizi attiva nel borgo fino al 1800. 77 è invece il numero dei fili del telaio serigrafico, la perfetta combinazione di intrecci, mescolanze e impressioni attraverso cui vengono realizzate delle vere e proprie opere d’arte”.
Per chi fosse interessato al laboratorio ci sono anche corsi per imparare a lavorare il vetro di pittura, disegno e serigrafia: questo il sito.
Tra i loro obiettivi quello di arrivare a una vera e propria scuola di arti e mestieri. Per chi invece volesse ammirare alcune delle opere realizzare da Alessia al Blitz di Viterbo è in corso un mostra che sarà aperta fino al 30 giugno, mentre c’è un esposizione permanente nei pressi di piazza delle Erbe, angolo con via della Rimessa.





