Monterosi – “Non fu tentato omicidio”. Il tribunale di Viterbo ha assolto i quattro operai finiti a processo con l’accusa di aver accerchiato, picchiato e preso a martellate due fratelli carpentieri all’uscita dal lavoro. La presunta aggressione risale al 5 dicembre 2007 a Monterosi, nei pressi dello spogliatoio del cantiere Terre dei consoli.
Per la procura, “le vittime finirono in una trappola che poteva essere mortale. Perché – ha spiegato il pm nella requisitoria – l’azione degli imputati fu premeditata”. I quattro, tre ore prima della presunta aggressione, avrebbero avuto una lite con i due fratelli. Motivi di lavoro, essendo colleghi. E per l’accusa sarebbe stato questo il movente che avrebbe scatenato la “spedizione punitiva premeditata”.
Intorno alle 16 le vittime, uscite dal cantiere, sarebbero state raggiunte fuori dallo spogliatoio da almeno otto persone. Ma non tutte vengono identificate, e a processo finiscono in sei. Di due imputati si sono però perse le tracce. La loro posizione è stata stralciata e il procedimento a loro carico resterà sospeso finché non saranno trovati.
Calci, schiaffi e pugni. Gli aggressori sarebbero poi passati agli arnesi da lavoro. Secondo la procura, uno dei due fratelli sarebbe stato atterrato con una livella, per poi ricevere una raffica di martellate sulla schiena e sulle gambe. Una ferita lacero contusa alla testa, qualche frattura e trenta giorni di prognosi.
L’altro fratello è invece più grave. Le martellate le avrebbe prese tutte sulla testa, e in ospedale arriva in condizioni disperate e con un gravissimo trauma cranico.
“Non ci fu alcun accanimento – ribatte in aula l’avvocato Giovanni Maria Giaquinto, difensore di due imputati -. Quindi, nessuna volontà omicida. Anzi, quella dei miei assistiti fu solo legittima difesa. Perché vennero prima colpiti con una livella da uno dei fratelli”. Secondo l’avvocata Giovanna Calvanese, invece, gli altri due imputati non sarebbero “nemmeno stati presenti al momento dell’aggressione”.
Per i quattro, la procura aveva chiesto 12 anni di reclusione ciascuno per tentato omicidio, essendo il reato di lesioni aggravate finito in prescrizione. Ma il collegio dei giudici presieduto da Silvia Mattei (Elisabetta Massini e Giacomo Autizi a latere) ha assolto tutti gli imputati.
