Corchiano – Amalia Voican è tornata a casa. Da ieri la 21enne trovata morta due mesi dopo la scomparsa è in Romania, dove domenica le verrà dato l’ultimo saluto.
“Nena merita un funerale degno della splendida ragazza che era”, ha scritto un mese fa l’amica Romina. Un messaggio su Facebook, dove ha lanciato una raccolta fondi che in meno di trenta giorni le ha permesso di racimolare oltre 3mila 400 euro. Ma nonostante la solidarietà di molti, quella cifra non era sufficiente. E i restati 1200 euro ha cercato di raccoglierli, appellandosi a cittadini e associazioni, il comune di Corchiano. Qui Amalia, piccolissima, è stata accolta. Qui è cresciuta, qui ha frequentato le scuole e qui ha trascorso la sua adolescenza.
Per due mesi l’amica Romina – con amore, forza e tenacia – ha cercato Amalia ovunque. Fino a rivolgersi, insieme alla compagna Caterina, alla trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”. E ieri è stata proprio Romina l’ultima persona a salutare il feretro della 21enne, prima che questo da Roma raggiungesse la Romania. “Niente parole, solo piccoli sguardi e tanti ricordi – riporta Viorica Ferent, la mamma di Amalia -. Grazie Romina, ti voglio bene. È stato l’ultimo viaggio di Amalia. Ti aspettiamo qui – continua la donna rivolgendosi alla figlia -, dove sarai sempre al nostro fianco. Questo resterà per sempre il giorno che sei andata via dal paese che amavi. Il giorno in cui hai lasciato tutti i tuoi amici”.
Viorica Ferent e Sorin Voican, il papà di Amalia, raggiunta l’Italia dopo il ritrovamento del cadavere della figlia e per il triste rito del riconoscimento, sono rientrati in Romania. Affranti, auspicano che sulla tragedia si faccia presto chiarezza. Perché la 21enne, scomparsa per due mesi, è poi stata trovata morta in un rifugio improvvisato nel centro della Capitale. Per settimane gli animali le hanno mangiato il corpo, e chi era con lei non ha né chiesto aiuto né ha allertato le forze dell’ordine. Anzi, accanto a quel cadavere ha continuato a dormire. Come se nulla fosse.
“Confidiamo nell’operato della polizia e del nostro avvocato – affermano i genitori della 21enne. È attraverso loro che speriamo si riesca a sapere come e perché Amalia abbia fatto quella fine. Vedere le sue foto è stato straziante. Così come non poterne salutarne, un’ultima volta, il corpo. Ci è stato vietato per motivi igienico-sanitari. Purtroppo, era ridotto così male… in avanzato stato di decomposizione”. Il riconoscimento è avvenuto solo tramite materiale fotografico, poi è stata eseguita l’autopsia.
L’avvocato Marco Valerio Verni è il legale della famiglia Voican. Sta facendo il possibile affinché il caso arrivi presto a una svolta. “Siamo ancora in attesa – spiega – dei risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici per capire, insieme agli inquirenti, cosa sia effettivamente accaduto”.
Raffaele Strocchia


