Viterbo – “Il sindaco Arena faccia chiarezza, riporti la delibera in consiglio per annullarla”. Convalida del consigliere Paolo Muroni, dal Pd, dall’ex assessore Alvaro Ricci arriva un invito alla prudenza.
“Il consiglio di martedì non è partito bene – spiega Ricci – è stata fatta confusione, peraltro immagino in buonafede, tra decadenza e convalida”. Ovvero tra il via libera da dare a tutti i consiglieri, constatata l’inesistenza d’elementi che impediscano l’esercizio della funzione e il contestare, invece, a chi già amministratore lo è, che sono intervenute cause da rimuovere, pena la decadenza.
“Non sono un giurista – osserva Ricci – ma credo che la differenza sia sostanziale. Requisito essenziale della convalida è la dichiarazione sottoscritta da ciascun consigliere dal sindaco. Noi tutti l’abbiamo presentata prima del consiglio comunale. Per la decadenza, essendo già in carica, si danno dieci giorni per rimuovere gli ostacoli sopraggiunti”. Paolo Muroni è stato, invece, convalidato consigliere, pur contestandogli le cause d’incompatibilità e dandogli dieci giorni per rimuoverle.
“È stata fatta confusione – continua Ricci – l’insussistenza di cause d’incompatibilità dovevano essere presenti al momento della convalida, io stesso più volte l’ho fatto presente al segretario. Del resto, il sindaco Arena, nella stessa posizione di Muroni, ha opportunamente risolto i due problemi d’incompatibilità. Non il consigliere di Forza Italia. Per il quale, a mio modo di vedere non si poteva procedere alla convalida”.
Un pensiero non solo dell’esponente Dem. “La nostra tesi non è stata recepita, sono andati avanti, seppure con diversi mal di pancia. Tanto che qualcuno della maggioranza se n’è pure andato”. Da qui, l’invito. “Al sindaco Arena – sostiene Ricci – affinché prenda in mano la situazione, con la saggezza e l’equilibrio che gli sono propri e che gli riconosco. Riporti la delibera in consiglio per annullare il provvedimento in autotutela e con effetto retroattivo.
Riporterà la piena legittimità in consiglio comunale. Potrà, poi, convocare un’altra seduta e provvedere alla surroga di Muroni o alla sua convalida, se nel frattempo ha risolto”.
Al momento del voto, martedì scorso, gran parte della maggioranza, gruppo Pd compreso, è uscita dall’aula. “Non volevamo partecipare – spiega Ricci – perché il modo di procedere lo abbiamo ritenuto dubbio. Invece, Erbetti (M5s) e Rossi (Viva Viterbo), una prima volta sono usciti facendo mancare il numero legale e la seconda lo hanno garantito. Al di là di questo, la nostra scelta è stata dettata dal non voler avallare un modo di procedere che riteniamo errato”.
Di conseguenza: “Il sindaco faccia chiarezza, tolga questa spada di Damocle che rischia di rallentare l’attività amministrativa. Senza polemiche e senza fare processi a nessuno. Non impedisca il normale lavoro del consiglio comunale ed eviti possibili ricorsi da non eletti o semplici cittadini”.
Giuseppe Ferlicca

