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“La tomba di Alessandro IV apre le porte dell’antica città etrusca e romana”

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Viterbo - Alberto Pichardo Gallardo

Viterbo – Alberto Pichardo Gallardo

Viterbo - Il duomo

Viterbo – Il duomo

Viterbo - Le prospezioni geofisiche con le anomalie riscontrate sotto piazza San Lorenzo

Viterbo – Le prospezioni geofisiche con le anomalie riscontrate sotto piazza San Lorenzo

Viterbo - La targa che ricorda i Papi sepolti nel duomo

Viterbo – La targa che ricorda i Papi sepolti nel duomo

Viterbo - Le prospezioni geofisiche con le anomalie riscontrate sotto al duomo

Viterbo – Le prospezioni geofisiche con le anomalie riscontrate sotto al duomo

Viterbo - Le prospezioni geofisiche nell'area del duomo

Viterbo – Le prospezioni geofisiche nell’area del duomo

Viterbo - Lo studio di Pichardo per il consolidamento del duomo

Viterbo – Lo studio di Pichardo per il consolidamento del duomo

Viterbo - Alberto Pichardo Gallardo sul possibile luogo di sepoltura di Alessandro IV

Viterbo – Alberto Pichardo Gallardo sul possibile luogo di sepoltura di Alessandro IV

Viterbo – “La scoperta della tomba di Alessandro IV darebbe alla città dei Papi il suo Papa più illustre. Non solo, ma permetterebbe di consolidare le strutture del duomo permettendo a questa straordinaria architettura di resistere ancora per i secoli a venire. Così come di raggiungere un altro importantissimo risultato. Far riaffiorare l’antica città etrusca e romana che si trova proprio sotto al colle che si affaccia su Valle Faul”.

L’archeologo Alberto Pichardo Gallardo la pensa così, e ha investito buona parte della sua vita in quest’obiettivo. Dieci anni almeno. A proprie spese. Mettendoci con coraggio e passione tutto quello che aveva.

Da quando almeno decise di fare l’Erasmus a Viterbo. Da Siviglia, in Spagna. Per poi restare in città, al servizio della curia diocesana, con cui collabora, per riportare alla luce la tomba del Papa nato a Jenne nel 1199 e morto appunto a Viterbo il 25 maggio 1261. Centottantunesimo Papa della Chiesa cattolica, dal 1254 alla morte.

Il pontefice mecenate ch’ebbe attorno a se uomini e santi come Bonaventura da Bagnoregio, Alberto Magno e Tommaso d’Aquino. Il condottiero che affrontò Manfredi di Sicilia sul campo di battaglia e avviò il processo di canonizzazione di Santa Rosa.

“La sua tomba – spiega Pichardo – si trova dentro il duomo di piazza San Lorenzo, come alcuni documenti attestano. Ben nascosta, sotto a un altare, a sinistra di quello maggiore. Trasferita lì per evitare che i suoi nemici, Manfredi innanzitutto, laddove avessero conquistato Viterbo ne saccheggiassero la sepoltura”.

Manfredi non entrò mai nella città dei Papi e della tomba del Papa cresciuto nella valle dell’Aniene, della cui comunità, si perse traccia. Ma non memoria.

“Sarebbe una scoperta importante – precisa Pichardo – sia dal punto di vista storico-archeologico, potremmo addirittura ritrovare gli arredi funebri, e sono pochi quelli che oggi sono a disposizione degli studiosi. Come pure sul fronte turistico, perché in tal modo la città avrebbe un Papa che ha svolto un ruolo importantissimo, quasi decisivo, nella storia della Chiesa”.

Pichardo ha 35 anni e ha scelto di vivere nel centro storico, a pochi passi da San Pellegrino. Ogni mattina si alza e va in curia a lavorare. E appena ha la possibilità, la sera soprattutto, quando torna a casa, riprende i suoi studi, intrecciando relazioni con enti pubblici e privati. “Per trovare i finanziamenti necessari – dice l’archeologo spagnolo – e iniziare gli scavi. Il progetto è pronto. Servono 8 milioni di euro per avviarlo e portarlo a termine”.

Finora è stato lui a sostenere tutte quante spese, sostenuto in parte dalla curia, che gli ha dato la possibilità di approfondire lo studio del duomo e della piazza di fronte, e dal comune, che gli ha messo invece a disposizione uno studio all’interno di una chiesa vicino piazza della morte dove Pichardo, in questi anni, ha organizzato mostre, accogliendo studenti, docenti e giornalisti interessati al caso, che al tempo stesso, con i loro servizi, hanno dato risalto alla città. A livello nazionale. Rai, Sky, La7, testate giornalistiche spagnole come El Mundo. In molti hanno parlato e scritto dell’archeologo Pichardo e della ricerca della tomba di Alessandro IV.

Fra l’altro, e tra gli altri meriti, il ricercatore spagnolo è stato tra i primi a esplorare i sotterranei di Viterbo in un’area che va dal colle del duomo fino a piazza del comune. Facendo conoscere a tutti il patrimonio che racchiudono e spingendo, grazie al suo lavoro, le amministrazioni pubbliche a chiudere tutti gli accessi da cui in passato sono entrati diversi tombaroli, saccheggiando tutto il possibile.

È stato anche l’archeologo che ha realizzato le prime prospezioni geofisiche all’interno del duomo e in piazza San Lorenzo.

“La geofisica – chiarisce Pichardo – analizza le caratteristiche fisiche delle rocce e dei terreni attraverso specifici macchinari ricavando infine una mappatura delle anomalie riscontrate. I resti archeologici sepolti possono infatti essere considerati come una modificazione del terreno. La geofisica, che è una tecnica non invasiva, va a misurare le differenze fisiche tra il resto archeologico e il terreno circostante. Laddove si riscontra un’anomalia potrebbe esservi una struttura antica che soltanto scavi successivi potrebbero confermare”.

E secondo Pichardo, sotto piazza San Lorenzo potrebbero esserci “una cripta con alcune sepolture, dei cunicoli etruschi, diverse strutture murarie e una necropoli medievale”. In sintesi l’antica città di Viterbo, quand’era ancora etrusca prima e romana poi.

“Lo scavo archeologico è l’unico modo per arrivarci – aggiunge – partendo proprio dalla tomba di Alessandro IV. Per poterla scavare sarebbe necessario avviare anche un lavoro di consolidamento delle strutture del duomo. Una volta raggiunta, traccerebbe infine il sentiero per arrivare e riportare alla luce la città etrusco-romana, che sta proprio sotto ai nostri piedi. Facendo della zona del colle del duomo – conclude Pichardo – grazie anche a una curia illuminata e al lavoro straordinario fatto finora da Archeoares che gestisce il polo monumentale, un vero e proprio parco archeologico a disposizione della città e dei turisti”. A pochi passi da Alessandro IV.

Daniele Camilli

 

 


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