Viterbo – Sulle pareti bianche decine di foto, a testimoniare i quotidiani interventi dei vigili del fuoco. Tra le fiamme, nelle zone terremotate, in disastri ferroviari e salvataggi con l’elicottero. “Abbiamo lasciato una caserma gloriosa ma ora abbiamo una casa migliore”, dice commosso il comandante provinciale Giuseppe Paduano alla cerimonia di apertura dell’area operativa della nuova sede. In strada Cassia Nord. “Questo non è un punto di arrivo ma di partenza, perché la caserma deve ancora essere completata. E speriamo che i lavori si concludano il prima possibile”.
Ma alla sala operativa non manca nulla. Maxischermi per visualizzare mappe e luoghi di intervento. Telefoni touch. Una postazione Tas di altissimo livello per delimitare con più facilità le aree di intervento nella ricerca dei dispersi o durante incendi ed esondazioni. Un’app installata sui cellulari dei vigili del fuoco. Insomma, strumenti di ultima generazione pensati per ottimizzare tempi e risultati. Ma anche per garantire il giusto comfort agli stessi vigili del fuoco.
Il comandante provinciale Paduano ha parlato ad autorità civili, militari e reliGiose in quella che nelle prossime ore diventerà la sala Crisi. Ovvero quella sala nella quale si riuniranno tutti gli addetti ai lavori in caso di alluvioni, forti nevicate o anche durante manifestazioni imponenti come il trasporto della macchina di santa Rosa.
Tra i presenti, il prefetto Giovanni Bruno, il questore Lorenzo Suraci, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Palma, della Guardia di finanza Giosuè Colella, il dirigente della Polstrada Gianluca Porroni, il senatore della Lega Umberto Fusco e il sindaco di Viterbo Giovanni Arena. “Ricordo l’inizio dei lavori – dice il primo cittadino -. Diciott’anni fa. Ero assessore e i fondi arrivavano a singhiozzo. C’è voluto troppo tempo per mettere in piedi questa caserma, ma ora è un vanto per la città e la provincia”. Alla cerimonia anche il presidente della provincia Pietro Nocchi, la consiGliera regionale Silvia Blasi e quella comunale Chiara Frontini, i comandanti di esercito e aeronautica militare, la direttrice della Asl Daniela Donetti e il presidente del sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini.
Prima della benedizione di don Luigi Fabbri, la messa a dimora di un tiGlio all’ingresso della caserma. “È simbolo di amore e fertilità”, conclude il comandante Paduano.



