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Le Lavandaie della Tuscia alle Fonti di borgo di Piancastagnaio

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La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

La Compagnia delle lavandaie della Tuscia

Piancastagnaio – La compagnia delle Lavandaie della Tuscia alle Fonti di borgo di Piancastagnaio.
 
Dopo il grande successo della suggestiva esibizione dalle finestre del palazzo Cozza Caposavi durante la Notte bianca della Cultura e delle Tradizioni popolari a Bolsena, un nuovo impegno in notturna attende la Compagnia delle lavandaie della Tuscia il 2 agosto a Piancastagnaio, alle pendici del Monte Amiata.

A partire dalle 21 di giovedì 2 agosto, il gruppo fondato e diretto da Simonetta Chiaretti proporrà anche in terra di Toscana il suo nuovo spettacolo “Opera popolare – Lavar Cantando”, in una particolarissima location per eventi musicali e culturali: le Fonti di Borgo.

La Fonte del Canale, così detta perché alimentata da un canale derivato dal Fosso dei Frati e che in seguito si chiamerà Bagno degli Ebrei, fu edificata poco fuori la Porta di Borgo. Restaurata di recente, ha un’ampia vasca per lavare, un abbeveratoio e cannelle. Proprio alle cannelle le donne soprattutto le giovani, andavano ad attingere acqua con le brocche.

Le fonti erano anche il luogo di incontri dove ci si scambiavano informazioni e chiacchiere e dove, sul far della sera, facevano sosta i giovani campagnoli per abbeverare gli asini e i muli dopo una lunga giornata di lavoro. Lungo tutta la parete interna del lavatoio corre una robusta mensola dove si appoggiavano i capistei, assi di legno con i bordi leggermente rialzati per trasportare materiali vari e per riportare dalla fonte i panni lavati e attorti.

Non poteva immaginarsi uno scenario più appropriato per l’esibizione della Compagnia delle Lavandaie della Tuscia.  Al suo quinto anno di attività, il gruppo di donne nato in occasione del Festival Lacuaria2013, all’interno del Club per l’Unesco Viterbo Tuscia, dimostra una grande vitalità e una capacità di reinventare continuamente la propria intuizione di fondo.

La compagnia delle Lavandaie è costituita da un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del lavatoio pubblico di Bolsena e da altre (di tutta la Tuscia) che hanno aderito con entusiasmo all’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione. Le “lavate-cantate” – le originali esibizioni del gruppo – trovano nei lavatoi il loro scenario naturale in cui la gioia, l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia e lo scherzo, coinvolgono ogni volta il pubblico in una vera e propria festa dell’acqua.

Nella sua composizione libera ed aperta, il gruppo ha consolidato un “carattere” inconfondibile: una vocalità femminile antica, naturale e volutamente “grezza”, con sbavature ritmiche e dal particolare timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro. Il contesto storico-sociale a cui si ispirano anche i costumi delle lavandaie, poveri ed essenziali, è quello di fine Ottocento/inizi del Novecento, documentato dalla pittura dei maestri del realismo e dalle prime fotografie, pur senza inutili compiacimenti e forzature filologiche.

Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena sono rigorosamente appresi a memoria, senza l’ausilio di spartiti o testi scritti.

La compagnia delle Lavandaie della Tuscia, oltre a essere stata inserita nel social movieItaly in a day di Gabriele Salvatores, è stata chiamata apartecipare, tra l’altro, al Jazz up-Caffeina di Viterbo, all’Umbria folk festival  con una significativa  presentazione all’istituto centrale per i Beni sonori e audiovisivi di Roma (ex Discoteca di stato), al primo festival Italiano di Permacultura  e alla manifestazione ciclo-turistica La carrarecciaa Bolsena, al Grande picnic in vendemmia organizzato annualmente a Montecchio dall’azienda vinicola Falescodi Riccardo Cotarella e alla Maggiolatadi Assisi. Ha partecipato a Expo 2015, invitata da Coldiretti, per rappresentare le tipicità della Tuscia. E’ apparsa numerose volte in programmi televisivi.

Nel 2016 è uscito il libro-cd Ràma de rosa e frónna de fiór, pubblicato da Annulli Editori, che raccoglie i testi e i canti tradizionali del lago di Bolsena.


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