Monterosi – Riceviamo e pubblichiamo – La scorsa settimana ho inviato tramite il mio indirizzo di Pec la petizione contro lo spostamento del mercato settimanale del sabato e la pedonalizzazione di parte di via Roma promossa da un gruppo di commercianti e da alcuni cittadini di Monterosi.
La petizione corredata di oltre 600 firme di cittadini e relativi dati anagrafici, che ha evidenziato il disagio di una buona parte della popolazione, è stata inoltrata al Comune di Monterosi e per conoscenza alla prefettura di Viterbo, alla regione Lazio (direzione regionale per lo sviluppo economico e le attività produttive), alla provincia di Viterbo e alla camera di commercio di Viterbo.
Con diversi provvedimenti del sindaco e del responsabile del servizio di polizia municipale, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, sono stati disposti, senza la necessaria concertazione, l’istituzione dell’area pedonale urbana nel secondo tratto di via Roma fino all’intersezione con strada Nuova in tutti i giorni prefestivi dalle 14 alle 24 e nei festivi da mezzanotte fino alle 19 ed inoltre lo spostamento del mercato settimanale del sabato da piazzale Varisco al secondo tratto di via Roma dalle 7 alle 14.
Nella petizione vengono sottolineate evidenti illogicità ed incoerenze riguardo le motivazioni addotte per giustificare i suddetti provvedimenti e allo stesso tempo si pone in risalto il calo di circa il 30% delle entrate, da parte degli operatori commerciali, dovuto alla riduzione drastica del transito veicolare nella via principale del paese nel fine settimana quando maggiori sono le possibilità di commercio.
Inoltre nella parte in cui si parla di nuova localizzazione del mercato settimanale del sabato nel secondo tratto di via Roma emerge come tale disposizione rappresenti non solo un peggioramento del servizio offerto alla collettività ma anche una violazione delle norme del codice della strada e della normativa regionale di settore.
Nella petizione emergono anche le difficoltà, causate dai suddetti provvedimenti, per le persone anziane o aventi una qualche forma di difficoltà deambulatoria ad accedere all’area interdetta.
Con la raccolta delle firme i numerosi cittadini e gli operatori commerciali che hanno aderito dimostrano che i provvedimenti, adottati dall’amministrazione comunale, non sono solo lesivi di interessi privati ma collettivi ed inoltre che le esigenze legittimamente e liberamente manifestate sono meritevoli di rispetto e considerazione al pari delle esigenze dei cittadini (pochi) che ne condividono le motivazioni.
Infine si chiede la revoca dei suddetti provvedimenti, la convocazione della conferenza di servizi di cui all’art 29 LR33/1999 e l’indizione di una consultazione popolare al fine di verificare la reale corrispondenza di tali provvedimenti alle esigenze della popolazione.
Andrea Bomarsi
Consigliere comunale

