Viterbo – (g.f.) – “Muroni incompatibile, ma è stato convalidato sulla base di un parere opinabile del segretario generale”. Il caso del consigliere comunale Forza Italia, dopo la prima seduta di consiglio, continua a far discutere e Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha un’idea precisa, non solo sull’esponente azzurro.
Come valuta l’esordio di Giovanni Arena sindaco in consiglio comunale?
“È stato un avvio zoppo – dice Frontini – che ci auspichiamo, per il bene di Viterbo e dei viterbesi, sia solo una falsa partenza”.
Falsa partenza su cosa?
“Ci siamo trovati subito nell’imbarazzo di dover decidere su una questione di legalità, connessa alla situazione del consigliere Muroni. Questione ben nota già prima dell’insediamento e che quindi poteva essere prevenuta, con un po’ di buon senso. Purtroppo, i partiti si ostinano a candidare persone che hanno contenziosi o sono stati condannati, poi ci ritroviamo in queste situazioni. Perché possono essere candidati, ma poi sono incompatibili con la carica, a meno che non sanino, come peraltro ha fatto il sindaco stesso”.
Muroni nella vicenda Cev è stato chiamato dalla corte dei conti a risarcire il comune per 100mila euro, somma ancora non versata.
“Per questo è incompatibile con la carica di consigliere comunale, per la quale il consiglio avrebbe dovuto convalidarlo. Lui stesso ha prodotto un’autocertificazione in cui manca la parte relativa all’assenza d’incompatibilità ai sensi dell’art. 63 del Tuel. Quello che riguarda la sua fattispecie. Che senso ha che ci venga chiesto d’autocertificare le incompatibilità, se poi ometti l’articolo per il quale pensi d’essere incompatibile? E se il diretto interessato non certifica l’assenza d’incompatibilità, perchè dovrebbero farlo gli altri consiglieri?
La convalida c’è stata e adesso?
“L’incompatibilità c’è, ma si è proceduto alla convalida, sulla base di un parere del tutto opinabile del segretario comunale, che si è lasciato andare a commenti di merito e atteggiamenti alquanto inusuali per il suo ruolo. Numerosi consigli comunali, in analoghe situazioni, hanno deciso diversamente. Fossi nella posizione di un consigliere di maggioranza, valuterei il ritiro della pratica in autotutela, perché le conseguenze possono essere gravi”.
Fin qui la maggioranza e il suo gruppo?
“Di certo noi intendiamo approfondire e andare fino in fondo. Se c’è stata un’illegittimità da parte del consiglio, non staremo a guardare, è una questione di legalità e rispetto delle istituzioni”.
In generale, l’altro elemento del primo consiglio comunale è rappresentato dalle diverse assenze nel centrodestra.
“Mai accaduto nella storia del consiglio comunale che, già alla seduta d’insediamento, solitamente animata da buoni propositi e rosee speranze, alla maggioranza mancasse il numero legale”.
La seduta è stata sospesa mezz’ora per mancanza del numero legale. Al secondo appello i numeri comunque non c’erano, ma è stata portata a compimento. Grazie all’aiutino di Rossi ed Erbetti?
“Il numero è stato raggiunto solo grazie alla decisione di rimanere in aula, da parte dei due consiglieri d’opposizione al secondo appello, quando la loro presenza era determinante. Al primo appello erano usciti insieme a tutti noi. Di certo, una scelta discutibile, che ha permesso la votazione di convalida. Mi auguro che in futuro si possa condurre un’opposizione più incisiva per il bene della città, costruttiva sulle proposte positive e dura quando dovrà inchiodare la maggioranza alle sue responsabilità, come in questo caso. Noi lavoreremo in questa direzione”.

