Roma – “Prima di concedere qualsiasi autorizzazione attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla Diciotti in manette”.
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce chiaramente la sua posizione sulla vicenda della nave Diciotti sul suo profilo Facebook, a margine dell’incontro tenuto stamattina a palazzo Chigi col presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
L’imbarcazione, con a bordo 67 migranti, è stata salvata dalla guardia costiera italiana ed è diretta verso il porto di Trapani, dove approderà intorno alle 17, su autorizzazione del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.
Ma Salvini, che oggi pomeriggio è in Austria per una riunione con gli altri ministri dell’Interno europei, ha lasciato l’Italia con parole chiare. “Se c’è gente che ha minacciato e aggredito, non sarà gente che finisce in un albergo, ma sarà gente che dovrà finire in una galera. Io non darò autorizzazione a nessun tipo di sbarco fino a che non ci sarà garanzia che i delinquenti che hanno dirottato una nave finiscano in galera, e poi vengano riportati il prima possibile nel loro Paese”.
Il ministro leghista ha snocciolato anche dei numeri. “Da che sono ministro dell’Interno, grazie al lavoro di persone assolutamente di spessore e grazie alla linea della fermezza, sono sbarcati 21mila immigrati in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.
“Voglio fare ancora meglio – ha concluso Salvini – perché meno sbarchi significa meno morti”.
