Viterbo – Ricattano un professionista, minacciando indirettamente di morte la sua “datrice di lavoro”. Una senatrice, con cui la vittima collaborava. “Portiamo Laura Allegrini in un campo e… bum bum”.
Sparare in faccia all’attuale assessora comunale ai lavori pubblici sarebbe stata una delle minacce rivolte nei mesi di febbraio e marzo del 2010 da tre individui a un collaboratore dell’allora senatrice Allegrini per ottenere in cambio una somma non dovuta.
Minacce estese anche ai familiari della presunta vittima, un tributarista 47enne, che, con la sua denuncia, ha posto fine al tentativo di ricatto.
Il mandante sarebbe stato un altro professionista, con cui la vittima avrebbe avuto tre anni prima rapporti di lavoro. L’uomo è uscito di scena patteggiando prima dell’inizio del processo col giudizio immediato, chiesto dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta aperta dalla procura.
I due presunti complici, accusati di tentata estorsione in concorso, a distanza di otto anni sono invece tuttora sotto processo, ripreso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone con l’audizione della vittima, che si è limitata a confermare la sua versione, essendo stato già sentito il 27 ottobre 2015 da un’altra terna giudicante.
La circostanza della minaccia di morte all’attuale neo assessora ai lavori pubblici del Comune di Viterbo, eletta alle ultime amministrative nelle file di FdI, è emersa durante l’udienza. Parte civile il tributarista, assistito dall’avvocato Samuele De Santis. Sono invece assistiti dalla collega Claudia Polacchi gli imputati: un 57enne originario di Messina e un 45enne originario di Caserta.
Obiettivo delle minacce, come si legge nel capo d’imputazione, sarebbe stato “farsi consegnare dal professionista la somma di 74mila euro, 60mila dei quali a titolo di asserito adempimento di un’obbligazione in realtà già quasi integralmente adempiuta e, comunque, di importo rilevantemente inferiore, 15.760 euro, 14mila a titolo di pretesa ed indebita restituzione di un prestito”.
Gli imputati sarebbero stati gli esecutori materiali, “mediante ripetute minacce nell’ambito di colloqui verbali, di conversazioni telefoniche e con l’invio di messaggi sms”.
Minacce pesantissime del tipo. “Se ci stai prendendo in giro e non saldi l’intero importo troveremo altri modi e ti posso assicurare che questi modi sono molto più duri ed io cambio atteggiamento”.
E ancora: “Sappiamo dove abiti e possiamo andare anche dai tuoi genitori. Ricordati che nel mono esistono tre tipi di persone, i buoni e i cattivi, e noi non apparteniamo alle prime due categorie”. Sempre più intimidatori, secondo l’accusa: “Ti faccio un buco in fronte, ti farò mangiare il cuore crudo davanti a tua madre”; “Se non trovo te, trovo tua madre”. Nonché, come si legge nel capo d’imputazione, “facendo univoco riferimento a Laura Allegrini: ‘La prendo, la porto in un campo e… bum bum'”.
Il processo riprenderà il 21 novembre.
Silvana Cortignani


