Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Interpretare la stazione come centro nevralgico per un rilancio sostenibile dello sviluppo urbanistico: la parola è riqualificazione dove ce n’è bisogno.
L’azione del “riqualificare” una stazione ferroviaria è strettamente legata al concepirla integrata con il contesto su cui insiste. Integrare nel senso di comporre il disegno dell’area attraverso l’unione di funzioni diverse ma che dialoghino tra di loro.
L’integrazione funzionale apporta all’area una notevole attrattività, la rende appetibile e utilizzabile da diverse utenze.
L’incremento del trasporto pubblico su ferro, se studiato e integrato con altri modi di trasporto, permetterà un notevole riduzione del consumo di suolo (meno sedimi stradali), una maggior sostenibilità in termini di minor inquinamento e minor consumo di energia.
La stazione è un luogo centrale e strategico di ogni agglomerato urbano: per questo motivo va valorizzato e , ove sia in uno stato degradato o poco sviluppato, messo in rete con il resto della “macchina urbana”. Le aree immediatamente nei pressi di una stazione diventano strategiche, fondamentali per il rilancio del paese e soprattutto necessitano di una riqualificazione ove siano, come spesso purtroppo accade, degradate e sottoutilizzate.
Non dimentichiamoci che la ferrovia nasce con una funzione spiccata di collegamento, connessione, relazione; essa è di per sé un’opera infrastrutturale che facilita e incentiva lo sviluppo territoriale.
Rimane inteso che la stazione non dovrà essere quindi concepita come luogo residuale e avulso/neutro. Esistono numerose esperienze a testimonianza di come anche i piccoli Comuni abbiano recepito come l’importanza del ferro in città sia divenuta prerogativa di politiche di sviluppo territoriale per le amministrazioni.
In questo periodo infatti sono molte le Regioni che, in accordo con attori sovra locali (come RFI) e locali (Assessorati alla Mobilità, Province..), stanno promuovendo, emettendo e appoggiando progetti legati al settore trasportistico.
Le ricadute economiche ed ecologiche di questi interventi, da integrare nel progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Capranica-Sutri, sarebbero estremamente positive sia per il paese che per tutto il territorio provinciale.
Infatti, lo sviluppo della intermodalità treno+bici ha permesso di ampliare in maniera sinergica il raggio d’azione sia degli spostamenti in bicicletta che di quelli in treno, fornendo così una importante formula di mobilità ai pendolari che da tutta la provincia si recano quotidianamente a Roma per studio, lavoro e tempo libero.
Inoltre le infrastrutture sono essenziali per la promozione del turismo in bicicletta, il cui sviluppo rappresenta una opportunità unica per la destagionalizzazione dell’offerta turistica e per la valorizzazione del territorio rurale e dei centri urbani minori della Tuscia.
Miglioramento del presidio degli spazi di stazione, anche a prevenzione di atti vandalici;
• Aprire i servizi igienici attualmente chiusi (i viaggiatori fanno i loro bisogni nel parcheggio)
• Istallare una biglietteria (attualmente assente)
• riqualificazione funzionale degli spazi e degli ambienti di stazione;
• miglioramento estetico degli edifici e dei percorsi (es: pareti, facciate, rampe)
attraverso interventi di arredo, decorazione e rifinitura artistica delle superfici;
– gestione di servizi ai viaggiatori, anche per favorire l’intermodalità, in accordo con le imprese di trasporto pubblico;
– presenza di servizi di accompagnamento/assistenza di viaggiatori diversamente abili;
– interventi di riqualificazione sul tessuto urbano circostante la stazione.
• Rivendita biglietti ferroviari e di altri mezzi pubblici locali
• Informazioni ed orientamento sui servizi di trasporto
• Punto di accesso internet
• Punto di accesso ai servizi attraverso infrastrutture infotelematiche
• la gestione e sorveglianza di impianti di videocontrollo TVCC a presidio della sicurezza dei viaggiatori,
Alessandro Caprio
Un pendolare
