Viterbo – Sei settimane di saldi. A partire da oggi. Dal 7 luglio a metà agosto, tutti i giorni. A inizio stagione. E se il cliente ride, perché, appena iniziata l’estate, potrà comprare cose buone per almeno altri tre mesi, il commerciante non farà di certo altrettanto.
“Il motivo è semplice -spiega Alessandra Di Marco -, con i saldi non c’è perdita ma nemmeno guadagno. Più gente che compra a prezzi ridotti”.
Viterbo – Alessandra Di Marco
Alessandra Di Marco fa la commerciante da una vita, il settore è quello sportivo. Ma conosce bene anche tutto il resto. Tra i fondatori dell’associazione Facciamo centro, che si occupa appunto delle problematiche del commercio nel centro storico assieme all’associazione Centro di gravità, oggi è anche presidente della rete di imprese “Viterbo Capitale Medievale” che quest’anno ha beneficiato di un finanziamento regionale di 100 mila euro per promuovere e valorizzare le attività commerciali del centro cittadino. Circa 120 aziende commerciali del centro storico che per la prima volta nella loro storia si sono messe insieme per migliorare le condizioni di vita del commercio viterbese.
Colpito dalla crisi e da una concorrenza che a partire dagli anni ’90 ha messo improvvisamente in discussione prospettive e fatturati. Per non parlare dei competitori online che hanno praticamente sbaragliato il campo proponendo gli stessi prodotti a prezzi decisamente più bassi, grazie ai costi di produzione ridotti al minimo.
Una crisi, quella del commercio storico viterbese, di cui sono stati inoltre complici un contesto urbano, e una progressiva modifica della viabilità cittadina, che nel corso degli anni hanno spinto i consumatori fuori dal centro storico. Attratti anche da parcheggi gratuiti e più facili da trovare rispetto alla situazione in centro. Tra zone a traffico limitato e posti auto a caro prezzo.
E saldi non cambiano di certo le cose. “Innanzitutto – spiega Di Marco – perché non sono più a fine stagione ma all’inizio della stessa. Il 7 luglio l’estate è appena iniziata. E questo è un limite non da poco. Significa che la merce appena arrivata va subito in offerta. In coincidenza con la consegna dei prodotti che avviene proprio a luglio. Un tempo i prodotti ci venivano consegnati due volte l’anno. All’inizio dell’inverno e all’inizio di giugno. Avevamo quindi un mese di tempo per vendere a prezzo pieno per poi passare alle rimanenze. Adesso le consegne vengono fatte di solito 4 volte l’anno. Autunno, inverno, primavera, estate…quest’ultima all’inizio di luglio”.
Nemmeno la clientela è più quella di una volta. “È notevolmente diminuita – dice Di Marco -. Un tempo la gente aspettava fuori dal negozio”. Non solo, ma “l’apertura di tanti negozi, con la stessa tipologia commerciale, ha ridotto la fetta di mercato a disposizione delle attività commerciali. Fino a dieci, quindici anni fa, le persone si muovevano dalla provincia e venivano in centro. Oggi vanno nei grandi centri commerciali oppure direttamente a Roma. C’è poi un problema di viabilità e spostamenti dalla provincia al capoluogo che molto probabilmente ha finito con l’influire pure sulle vendite dei prodotti penalizzando i piccoli a tutto vantaggio dei grandi. In provincia di Viterbo, per uno che vuole spostarsi e vedere un po’ tutta l’offerta commerciale cittadina, le difficoltà non sono poche. Orari degli autobus che non permettono di partire e tornare a casa in orari decenti e strade sempre più devastate dalle buche”.
Viterbo – Giorgia Di Fusco
Quanto guadagna un commerciante nel periodo dei saldi? “Poco – prosegue Di Marco -, già è tanto che a fine stagione ci ripago il prodotto sperando di non avere rimanenze. Supponiamo che un prodotto costi 100 al momento dell’acquisto da parte del commerciante. Di solito i ricarichi che si fanno si aggirano attorno al 100%. Alcuni arrivano anche al 300%, ma sono casi rari. Con un ricarico del 100%, il prodotto viene venduto al cliente a un costo pari a 200. Iva inclusa. Si inizia applicando sconti del 30% e si finisce col 50. Quindi, se un prodotto costa 200, scontato del 30% diventa 150. Anche in tal caso Iva inclusa che però noi commercianti dobbiamo pagare. Pertanto dai 150 che incassiamo, rispetto ai 200, dobbiamo togliere pure l’Iva. Poi quando lo sconto arriva al 50%, il rischio non è solo quello di andarci pari, ma di finire addirittura sotto”.
Ma la cosa peggiore “sono le vendite promozionali prima dei saldi”, sottolinea di Marco. “Spiazzano il consumatore. Perché dovrebbe concentrare i suoi acquisti in un periodo preciso quando, nel corso dell’anno, può beneficiare degli sconti?”.
Proprio per sostenere e valorizzare le attività commerciali del centro storico, recentemente è nata la rete di imprese “Viterbo Capitale Medievale”. “Il nostro obiettivo – spiega la manager di rete Giorgia Di Fusco – è promuovere il mondo del commercio cittadino attraverso un’azione di marketing che faccia innanzitutto scoprire ai turisti e ai clienti della provincia il contesto storico-artistico in cui le attività ricadono e le caratteristiche proprie di ognuna di esse. Promuovere il commercio del centro storico vuol dire valorizzare il territorio in cui agisce, costruendo inoltre elementi identitari che permettano di riconoscerlo subito. Il primo passo è stato unire le aziende di tutto il centro, e ci siamo riusciti. Il secondo, organizzare eventi in centro e lo stiamo facendo. Il terzo, rendere il mondo del commercio del centro storico riconoscibile da chiunque, attrattivo. Questo mediante un’azione di marketing territoriale e online”.
Tutto questo potrebbe tuttavia non essere sufficiente, come appunto i saldi, perché sulle aziende commerciali pesano anche i rapporti di forza con i grandi marchi che adottano strategie di vendita sempre più stringenti nei confronti dei commercianti.
La libertà di scelta del prodotto da mettere in vendita da parte del commerciante è molto più limitata rispetto al passato. I grandi marchi infatti non vendono più il singolo prodotto, ma veri e propri pacchetti. Quindi, il commerciante è costretto ad acquistare non solo la merce che gli interessa ma anche altri beni che poi magari non vende. E questo comporta un aumento dei costi e delle rimanenze. Costi che non si possono nemmeno valutare in anticipo perché le linee di vendita dei grandi marchi non vengono di certo concertate con il mondo del commercio al dettaglio. Ciò significa che un commerciante che aveva pensato di acquistare 40 mila euro di prodotti, alla fine se ne ritrova in negozio 80 mila. La metà gli servivano e finisce pure col venderli. L’altra metà resta in magazzino e sul groppone. Nel frattempo quanto preso va pagato. Di solito in tre rate. A 30, 60 e 90 giorni dall’acquisto. Spesso mediante rid, ossia il prelievo bancario fatto direttamente dal creditore. Qualche marchio chiede anche la fideiussione. Se il cliente è nuovo la richiesta è quella del pagamento anticipato. Poi, col tempo, si vedrà.
Qualche commerciante sta tentando infine di esplorare il mondo delle vendite online. Quanto meno per reggere il passo con la concorrenza di chi su internet vende già da un pezzo, abbattendo i costi e spedendo i prodotti direttamente a casa nell’arco di pochissimi giorni. In tal caso, chi è riuscito a sviluppare un canale di vendita online parallelo a quello del negozio su strada alcuni risultati è anche riuscito a ottenerli. Si parla di 20 spedizioni settimanali come minimo con l’apertura di mercati esteri finora inimmaginabili per i commercianti viterbesi. Russia per l’alta moda, Germania, Spagna, Inghilterra e Francia per tutto il resto. C’è chi addirittura ha affittato un capannone e assunto lavoratori proprio per far fronte a questo nuovo percorso di vendita.
Insomma, un settore che sta progressivamente cambiando i suoi connotati. Spinto dalla crisi, da una concorrenza difficile da contrastare e dalle scelte strategiche dei grandi marchi. Chi non ha chiuso, o lo sta facendo, sta sperimentando altre strade. Ci sono inoltre famiglie di commercianti che, al netto delle spese, vivono con 30 mila euro l’anno. In quattro.
Intanto, questa sera, nel centro storico di Viterbo va in scena la “Notte in saldo” organizzata proprio dalla rete di imprese “Viterbo Capitale Medievale”. Con i negozi che resteranno aperti fino a mezzanotte e una serie di eventi e concerti che animeranno quattro piazze del centro. Piazza Fontana Grande e delle Erbe, piazza del Plebiscito e della Repubblica. Trampolieri, artisti, giocoleria, danze e animazione per bambini.
Daniele Camilli







