Atene – Incendi in Grecia, sale a 86 il numero delle vittime dei roghi. Esaminati tutti i resti. Oggi consiglio dei ministri straordinario. Si ritiene che 13 incendi siano divampati tutti nello stesso momento nella giornata di lunedì.
“Tutti i resti delle “86 persone morte negli incendi in Grecia sono stati esaminati”, lo ha reso noto il capo dello staff medico nell’obitorio di uno dei principali ospedali di Atene. Sul posto continua il calvario dei parenti.
Il premier greco, Alexis Tsipras, ha convocato per oggi pomeriggio un consiglio dei ministri straordinario. Il governo ha reso noto di aver presentato “elementi gravi” alla giustizia che potrebbero indicare che l’origine degli incendi che hanno devastato l’Attica è dolosa.
“Un elemento grave ci ha portato ad aprire l’inchiesta” sull’incendio di Mati, ha spiegato il ministro per la protezione civile. Anche in riferimento al rogo di Kineta, il ministro ha parlato di “elementi gravi” che evocano il dolo. Si ritiene che 13 incendi siano divampati tutti nello stesso momento nella giornata di lunedì.
“Abbiamo raccolto gravi indizi che è stato un incendio doloso”. A parlare giovedì sera, in una conferenza stampa che ha sollevato più domande che risposte, è il viceministro della protezione civile greca, Nikos Toskas.
Il tragico epilogo degli incendi, secondo il portavoce del governo, non è stato responsabilità di una cattiva gestione dell’emergenza.
Il disastro sarebbe dovuto “a mano umana e alle instabili condizioni atmosferiche”, con il vento a 120 chilometri all’ora, che è girato in pochi minuti e ha impedito di prevedere il disastro di Mati, il paese sulla costa est cancellato dalle fiamme.
Nikos Tsoskas ha mostrato ai giornalisti foto satellitari con le prove che c’è la mano di un criminale a Daou Penteli, il luogo in cui è iniziato il fuoco vicino a Mati. Resta il dubbio di come sia stato possibile tollerare, da parte delle istituzioni, un insediamento sul mare in mezzo ai pini, totalmente abusivo per decenni.




