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“Sbagliato votare Caporossi presidente”

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Stefano Caporossi

Stefano Caporossi

Viterbo – “Voto a Caporossi, non sono d’accordo con Martina Minchella e Luisa Ciambella”. Alvaro Ricci, consigliere e ex assessore Pd, prende le distanze dalla sua capogruppo e dal segretario comunale. In quarta commissione (Politiche sociali e Turismo) hanno deciso di votare il candidato della Lega, Stefano Caporossi, alla presidenza. Scelta difficile da comprendere, fuori e a quanto pare, nemmeno all’interno del gruppo in comune.

Martina Minchella, componente Pd in quarta commissione, ha votato per Caporossi presidente, condivide la scelta?
“Com’è ormai chiaro, ci tengo a tenere posizioni chiare – spiega Ricci – non sono d’accordo col voto di Minchella deciso per Caporossi, come presidente della maggioranza e della Lega in quarta commissione”.

Un voto motivato come personale. Hanno scelto Caporossi e non il partito.
“Al di là dello specifico ruolo, più o meno strategico, si tratta senza dubbio di un atto politico e non di un apprezzamento personale. Tanto più significativo, perché espresso da un consigliere che rappresenta anche il Pd come segretaria dell’unione comunale”.

Non c’entra la scelta sulla persona?
“In questi casi, quando la discriminante è solo politica, sono dell’idea che noi dobbiamo stare da un’altra parte, perché siamo un’altra cosa. Poi, ogni atto o fatto amministrativo si valuterà nel concreto riguardo a correttezza e utilità per la città”.

A lei Caporossi non piace?
“Non c’è nulla di personale con Caporossi, come non ho nulla nei confronti di tutti i consiglieri di maggioranza, di cui ho stima e con molti anche amicizia. Ma la politica è altro e le collocazioni politiche devono essere ben distinte, dando un senso coerente al voto dei cittadini”.

Se fosse stato al posto di Minchella come si sarebbe comportato?
“Se fossi stato io a votare, mi sarei unito al resto dell’opposizione, rafforzandone la coesione e l’azione. Questo poi, a maggior ragione di fronte alle difficoltà evidenti in cui si trovava il centrodestra, alle prese con scontri interni, tanto da proporre alla prima votazione due candidati”.

Una scelta politicamente sbagliata, quella di Minchella e Ciambella?
“Non mi pare comprensibile, né utile in prospettiva, isolare ancora di più un Partito democratico cittadino già molto ridimensionato. Come già accaduto per il ballottaggio, quando anche il Pd si è nascosto dietro a un dito, con non poca ambiguità e imbarazzo. Lo ritengo un atteggiamento miope e una linea politica poco lungimirante”.

Giuseppe Ferlicca


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