Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore Carlo Galeotti,
in merito alla nomina di assessore di Alessia Mancini legata sentimentalmente al consigliere comunale Gianmaria Santucci, una nomina su indicazione di quello che rimane, viste le numerose fuoriuscite, del movimento civico Fondazione di cui Gianmaria Santucci viene definito il leader, voglio rammentare allo stesso Santucci che per similare, ma non uguale, situazione egli si ergeva a paladino della inopportunità di avere persone con legame affettivo o di parentela all’interno dell’amministrazione anche se si trattasse di professionalità di natura tecnica e individuate con sorteggio pubblico da un ente terzo.
Ho voluto precisare similare, ma non uguale, perché la situazione che mi ha riguardato personalmente era totalmente differente, infatti mio padre Lorenzo Ciorba che svolge attività di revisore dei conti iscritto regolarmente all’albo dei revisori dei conti, fu sorteggiato in prefettura tra gli iscritti all’albo con la procedura prevista dalla legge italiana per la terna dei revisori dei conti del comune di Viterbo, e visto il suo notevole curriculum professionale come prevede la legge destinato alla presidenza del collegio dei revisori dei conti, ovviamente si trattava di un incarico di natura tecnica e professionale per la quale non vi era incompatibilità con il ruolo di presidente del consiglio comunale da me svolto. Però dopo i ripetuti attacchi mediatici alla mia persona e a mio padre fatti da Santucci & C., Lorenzo Ciorba con lettera indirizzata alla prefettura, che aveva effettuato il sorteggio, ha rinunciato per non pregiudicare la sua immagine professionale e l’attività dell’amministrazione comunale di Viterbo.
Oggi i viterbesi increduli devono prendere atto di una nomina politica di un assessore da parte del sindaco, cosa ben differente di un sorteggio fatto dalla prefettura, a tale Alessia Mancini di Civitavecchia, legata sentimentalmente al consigliere comunale Gianmaria Santucci. Come altra situazione la nomina dell’assessore Enrico Maria Contardo, marito della consigliere Ombretta Perlorca.
Una pratica quella della nomina a svolgere ruoli politici nello stesso ente di parenti, fidanzati, conviventi di amministratori, che pur se non disciplinata dalla legge se non per la figura del sindaco, per etica e per ragioni di opportunità come ribadito dall’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, non viene fatta da nessuna parte, nemmeno nel più sperduto paese del Burundi, questo per evitare ogni conflitto d’interesse o influenze varie.
Sotto il profilo tecnico quello che è avvenuto snatura e indebolisce sia l’attività e l’immagine del sindaco e della giunta comunale, sia l’attività del consiglio comunale in quanto organo di indirizzo e controllo come previsto dal decreto legislativo 267/2000, con due suoi componenti che non potranno svolgere il loro ruolo di controllo e di indirizzo su numerose deleghe comunali.
Dal punto di vista normativo e per ragioni di opportunità, i due consiglieri comunali Santucci e Contardo dovranno astenersi e uscire dall’aula consigliare per ogni pratica degli assessori a cui sono legati e tantomeno intervenire sulla discussione del bilancio comunale e sua votazione, come previsto sia dal decreto legislativo 267/2000, sia dalla Carta di Pisa, promossa dall’associazione Avviso pubblico composta da enti e regioni per la formazione civile contro le mafie, alla quale il comune di Viterbo ha aderito con il precedente consiglio comunale.
Dal punto di vista civico ed educativo si manda un cattivo messaggio alle future generazioni in quanto invece di parlare di meritocrazia si fa passare il concetto che per fare l’assessore comunale bisogna avere un legame parentale o un’intimità affettiva con un consigliere comunale.
Quello che voglio sottolineare è l’aspetto morale, quello della dignità e dell’onore della persona. Infatti il consigliere Gianmaria Santucci estremo sostenitore delle ragioni di inopportunità di tal simile pratica fino a qualche mese fa, in particolare sul caso dei revisori dei conti che mi ha interessato personalmente, in una commissione consigliare ha esordito cosi: “Uno dei due deve fare un passo indietro”.
A questo punto il consigliere comunale Gianmaria Santucci, potrà dimostrare che è un uomo d’onore e mantenere quanto ha detto lui per altri, facendo dimettere Alessia Mancini da assessore, a cui è legato sentimentalmente, o dimettendosi lui da consigliere comunale nella prima seduta del consiglio che si terrà domani 17 luglio e se non lo farà dimostrerà a tutta la città di Viterbo che è un quaquaraquà.
Detto questo, mi auguro che si finisca di giocare in comune al gioco delle coppie ma si inizi a lavorare per il bene comune dell’intera comunità viterbese, poiché le elezioni sono finite e in democrazia si vince anche per un voto, pertanto auguro al sindaco della mia città Giovanni Arena di svolgere il suo ruolo come farebbe un buon padre di famiglia.
Cordiali saluti,
Marco Ciorba


