Viterbo – Lo stipendio mensile di un lavoratore dipendente della provincia di Viterbo è più basso rispetto alla media nazionale. Inoltre, la Tuscia accusa il gap di genere salariale più alto d’Italia.
Lo riferisce l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, che ieri pomeriggio ha pubblicato il rapporto “Le dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane”, basato su microdati Istat del 2017.
Con 1268 euro al mese di media, un lavoratore della provincia di Viterbo dai 15 ai 64 anni percepisce 56 euro in meno dello stipendio di un suo collega nel resto d’Italia, che sullo stesso periodo guadagna 1324 euro.
La statistica considera la retribuzione netta, scevra di mensilità straordinarie e voci accessorie, come tredicesime, indennità o premi produttività.
La provincia di Viterbo è al 64esimo posto nella classifica nazionale dei salari, guidata da Bolzano con 1500 euro netti a lavoratore. Fanalino di coda è Ragusa, con 1059 euro.
Nel rapporto con le altre province laziali, la Tuscia si trova in seconda posizione, preceduta soltanto da Roma, 26esima assoluta con 1370 euro. Superata leggermente Frosinone, 67esima con 1264 euro, e distacco più netto nei confronti di Rieti (78esima con 1236 euro) e Latina (88esima con 1203).
Ciò che distingue in maniera particolarmente negativa la provincia di Viterbo è il gap di genere, cioè il differenziale tra lo stipendio percepito da un lavoratore uomo e quello di una donna. Nella Tuscia ammonta al 40,4% ed è di gran lunga il valore più alto d’Italia. La provincia di Terni, seconda in questa scala di valori, si ferma al 34%.
Il viterbese non brilla neanche per tassi d’occupazione e disoccupazione. Con il suo 56,3% di occupati dichiarati nel 2017, è al disotto della media nazionale del 58%, al 69esimo posto nella classifica per province.
La disoccupazione globale nella Tuscia ammonta al 13%, a fronte di una media italiana dell’11,2%, ma va leggermente meglio se si osserva solo quella giovanile, che è pari al 31,8% contro il valore nazionale del 34,7%. Positivi, ma certo non entusiasmanti, anche i dati relativi ai neet, cioè i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione: in provincia di Viterbo sono il 22,1%, in Italia il 24,1%.
Gli inattivi, cioè le persone che non partecipano al mercato del lavoro perché sono disoccupati e non sono nemmeno in cerca d’impiego, sono il 35,2%. Un valore che si attesta sostanzialmente sulla media nazionale del 34,6%.
Tenendo conto complessivamente di tasso d’occupazione, rapporto tra occupati uomini e donne, quota occupati con alte qualifiche, quota di lavoratori con contratti standard e tasso di non neet, l’Osservatorio ha tracciato un indice conclusivo d’efficienza e innovazione del mercato del lavoro per provincia. In questa graduatoria, Viterbo si trova alla posizione 66, una in meno del 2016, all’interno del gruppo delle province con valutazione medio-bassa.
