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Tre anni senza verità

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Giuseppe Centamore sull'Empire State Building

Giuseppe Centamore sull’Empire State Building

Aigues-Mortes (Francia) - Giuseppe Centamore nel camping La Petite Camargue

Aigues-Mortes (Francia) – Giuseppe Centamore nel camping La Petite Camargue

Camping La Petite Camargue - Le griglie della piscina dove è morto Giuseppe Centamore

Camping La Petite Camargue – Le griglie della piscina dove è morto Giuseppe Centamore

Viterbo – Tre anni di battaglie. Quelle di Paola e Salvatore Centamore. Genitori di Giuseppe, il giovane che nell’estate del 2015 ha perso la vita in una piscina in Francia. Una morte tragica, arrivata a soli 16 anni.
Da trentasei mesi Paola e Salvatore cercano verità e giustizia. Una giustizia che però tarda ad arrivare.

Peppe muore nel caldo pomeriggio del 30 giugno del 2015. Stava nuotando quando il suo corpo è stato risucchiato da uno dei depuratori della piscina del camping La Petite Camargue. Ad Aigues-Mortes, in Francia. Con la schiena finisce contro le grate dell’impianto, e resta bloccato sott’acqua a una metro e settanta di profondità. Davanti agli occhi increduli dei genitori e della sorellina, con cui era in vacanza.

Quella pompa d’aspirazione non ha mai allentato la presa. Troppa la sua potenza, che non ha lasciato andare Giuseppe. In quattro lo hanno dovuto estrarre a forza. La forza della disperazione, che però non è bastata. Le sue condizioni appaiono subito critiche, e il 16enne viene trasportato in elicottero all’ospedale universitario di Nimes. Morirà lì, nella notte.

La gendarmeria di Grau du Roi ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, perché le perizie sulla piscina avrebbero rilevato una potenza sovradimensionata del depuratore e l’assenza di un pulsante che in caso di necessità potesse immediatamente bloccare l’impianto. Inoltre l’autopsia eseguita sul corpo di Giuseppe avrebbe escluso il malore come causa del decesso, che sarebbe avvenuto solo per annegamento. Ma in tre anni nessuna svolta è stata data alle indagini.

“Stiamo assistendo a un rimpallo di accuse tra una società e l’altra – ha detto tempo fa Salvatore Centamore, padre del 16enne -. Le responsabilità sono ancora da determinare, e nessuno è accusato formalmente. Ma tutti i soggetti potenzialmente responsabili si chiamano fuori, rifiutandosi di ammettere le proprie mancanze. È una cosa che non tollero, perché qualcuno ha evidentemente sbagliato se mio figlio è morto in quel modo”.

Ieri pomeriggio al santuario della madonna della Quercia è stata celebrata una messa in ricordo di Giuseppe, che quest’anno si sarebbe dovuto diplomare al liceo classico Mariano Buratti. “Il tuo sorriso rimarrà impresso nei nostri cuori”, è il ricordo su Facebook degli amici e dei compagni.


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