Orte – Un ex sindaco del frusinate, due direttori dei lavori, tre responsabili d’ufficio tecnico di altrettanti comuni della Ciociaria e sei imprenditori. Tra cui Francesco Rocchino, amministratore dell’Ortana asfalti.
Nato a Terni il 27 dicembre di 41 anni fa ma residente a Orte, Rocchino è tra gli indagati di un’inchiesta della procura di Frosinone su una serie di “gare d’appalto – spiegano gli inquirenti – indette per l’assegnazione di lavori pubblici, per un valore di cinque milioni di euro, eseguite in tre comuni della Ciociaria”.
Tra i reati contestati a vario titolo dalla procura ci sono la turbativa d’asta, l’abuso d’ufficio e il falso. L’imprenditore viterbese Rocchino, in particolare, deve rispondere di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Turbativa d’asta perché avrebbe “alterato fraudolentemente la regolarità della procedura per l’affidamento di un appalto indetto dal comune di Guarcino”, in provincia di Frosinone.
Nell’avviso di conclusione delle indagini, il procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco spiega: “Su indicazione di Rocchino e dei Parente (imprenditori frusinati, ndr) sono state invitate imprese di cui si conosceva la mancanza di interesse alla partecipazione alla procedura. Ed è stata invitata anche la Ortana asfalti srl, società di Rocchino, che non aveva la possibilità di eseguire i lavori, ma si era accordata per farli eseguire integralmente dalla G&M lavori srl dei Parente”.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti, alla fine l’appalto sarebbe stato affidato all’unica offerente. Ovvero, alla Ortana asfalti. Ma l’amministratore della società “aveva già concordato di far eseguire integralmente i lavori all’impresa dei Parente che, proprio insieme a Rocchino, sarebbero stati i beneficiari consapevoli dell’illecito”.
Il responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Guarcino, nonché Rup e presidente della commissione di gara, tale Francesco Tirocchi, avrebbe poi “autorizzato il subappalto per l’esecuzione dei lavori di posa in opera di conglomerati bituminosi pur essendo consapevole che tutti i lavori sarebbero stati eseguiti non dall’impresa affidataria (la Ortana asfalti, ndr) ma dalla G&M lavori srl”.
Per la procura, “a Giancarlo e Riccardo Parente, legati da rapporti di amicizia e cointeressenza con Tirocchi, sarebbe stato intenzionalmente procurato un ingiusto profitto patrimoniale, in ragione dei compensi ricevuti in relazione ai lavori eseguiti senza che la G&M lavori srl fosse stata aggiudicataria dell’appalto”. I due imprenditori frusinati avrebbero poi “chiesto a Rocchino l’autorizzazione al subappalto e stipulato, con Rocchino, il contratto di nolo a freddo e il contratto di distacco”. E qui starebbe l’abuso d’ufficio contestato dalla procura di Frosinone.
L’inchiesta, come sottolineano gli inquirenti, è nata da una precedente indagine su “appalti di sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria di strade regionali, affidate dall’Astral (Azienda strade Lazio) a un’associazione temporanea di imprese, per un totale di intervento di circa quattro milioni di euro”. E questo primo filone si è concluso con l’emissione, da parte del gip di Frosinone, di due ordinanze di misura cautelare a carico di un architetto e direttore dei lavori dell’Astral e di uno degli imprenditori del consorzio. Al primo è stata notificata la “sospensione dall’esercizio in pubblico ufficio per dodici mesi”, al secondo il “divieto di esercitare determinate attività professionali”. Sempre per un anno. E i due sono accusati, a vario titolo, di “corruzione e frode nelle pubbliche forniture”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.5

