Viterbo – “L’incidenza dei tumori nella Tuscia è assolutamente in linea con la media nazionale, anzi, è leggermente inferiore rispetto al centronord”. L’argomento è delicato. Molto delicato. E quello di Patrizia Frittelli è un invito, spassionato, alla cautela nel trattarlo.
Frittelli è consigliera comunale, ma soprattutto è un medico viterbese, a capo dell’Unità di Chirurgia senologica dell’Ospedale Fatebenefratelli a Roma. Professionista apprezzata, conosce la materia. Ha preso la parola ieri in consiglio comunale, dopo la richiesta di una seduta straordinaria, avanzata da Luisa Ciambella.
La capogruppo Pd ha scritto al sindaco Arena, riportando uno studio della dottoressa Brustolin, in cui si segnalano duemila nuovi casi di tumore l’anno. “Uno studio – sostiene Ciambella – che ha provocato allarme nei territori dove si coltivano nocciole”. Riferimento ai trattamenti per le piante. Lo studio citato da Ciambella evidenzia, però, una situazione che è nella media nazionale. Duemila casi, stando ai risultati del secondo rapporto del registro tumori.
Numero che a seduta conclusa, hanno visto Frittelli e Ciambella confrontarsi in modo molto animato.
“Volevo rasserenare gli animi – osserva Frittelli – a Viterbo non ci sono più casi rispetto ad altre province. Ci sono di meno rispetto alle regioni del nord”.
Questo certifica lo studio del registro provinciale dei tumori. “È uno strumento recente – spiega Fritelli – ci ho lavorato tanto affinché partisse. È ancora giovane. I dati sono stati diffusi a giugno 2018.
L’incidenza dei tumori nella provincia di Viterbo non è assolutamente superiore a quella di tutte le province del centrosud. Ci sono duemila nuovi casi l’anno. Verissimo, è il tasso d’incidenza”.
Un invito alla prudenza, verso Ciambella, arrivato anche dall’assessora Laura Allegrini. Che poi è stata ripresa dalla capogruppo Pd, perché l’ex senatrice si occupa di Lavori pubblici e non di sanità. Che le osservazioni non fossero gradite è altra storia.
Resta il dato. A Viterbo casi di tumore sono nella media, il che non vuol dire abbassare la guardia. Anzi. Quei duemila casi, chi opera nel settore ha come obiettivo, vederli diminuire. Con lo studio, la medicina, ma anche la prevenzione. “Andiamo nelle scuole, ovviamente i tecnici – propone Frittelli – facciamo un lavoro con il comune, un progetto con gli istituti, partendo dalle elementari.
Abbiamo un solo modo di fare prevenzione primaria, far conoscere i corretti stili di vita, evitare obesità nei bambini, l’assunzione di proteine, il fumo, l’abuso di alcol. Questo è il compito di cui può farsi promotore il consiglio”.
E non solo: “Anche vigilare sui fitofarmaci – continua Frittelli – ma i fitofarmaci sono al centesimo posto tra le sostanze incriminate. Gli estrogeni che mangiamo anche con la frutta, allora?”.
Frittelli cita un caso specifico: “Nel cancro della mammella, che è il mio campo, l’incidenza ormai è standardizzata in Italia e in Europa. È il 10%, tantissimo. Una donna su tre si ammala nel corso della sua vita. Quello che è cambiato negli anni è l’età d’incidenza. C’è un impatto che deriva dall’alimentazione, su questo dato”.
L’incidenza dei tumori ha come altro fattore, l’aumento dell’età media nella popolazione. “Dopo i 65 anni le curve d’incidenza del tumore s’impenno a oltre il 60%. Essendo la nostra età media elevata, l’incidenza è tale e in linea con l’Europa. Se vogliamo mettere in piedi un discorso serio, il problema vero nella sanità è offrire ai pazienti strutture adeguate che non possono essere gli ospedali. Perché oggi, grazie alle cure, la vita media dei malati si allunga, ma le persone vanno accolte in luoghi adeguati.
In generale, il nostro sistema sanitario nazionale, che ha tanti problemi e molte cose sono risolvere, ha le più alte sopravvivenze per tumori d’Europa. Poi ci sono le liste d’attesa e altro che non va. Ma fidatevi, noi curiamo bene”.
Si sente tranquillizzato dalle parole in consiglio di Patrizia Frittelli, il capogruppo FdI Paolo Bianchini, mentre poco prima il collega Luigi Maria Buzzi aveva chiesto ragguagli sullo studio. Francesco Serra, invece, riporta l’attenzione ai punti all’ordine del giorno e Giacomo Barelli (Viva Viterbo) riporta, o almeno vorrebbe riportate, tutto sui binari dell’ordinario.
“Prima degli straordinari – avverte Barelli – pensiamo a quelli ordinari. A me sta bene tutto, ma un argomento simile può essere discusso tranquillamente in una normale seduta di consiglio. Andare, invece, alla ricerca di una vetrina, non sempre è utile e non sempre serve”.
Giuseppe Ferlicca

