|
|
|
|
Viterbo – Delitto di Santa Lucia, niente corte d’assise sarà rito abbreviato. Sarà giudicato col rito che prevede uno sconto di pena anche in caso di ergastolo, Ermanno Fieno.
Processo a porte chiuse davanti al gip e sconto di pena per il 45enne viterbese in carcere da sette mesi dopo il macabro ritrovamento, lo scorso 13 dicembre, dei corpi dei genitori Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno, di 77 e 83 anni, avvolti nel cellophane, nella camera da letto della loro abitazione, al civico 25 di via Santa Lucia, nell’omonimo quartiere alle porte di Viterbo.
Il tribunale, che inseguito alla piena confessione resa nell’interrogatorio di tre ore dello scorso 8 marzo, aveva disposto il giudizio immediato chiesto dalla procura, fissando al 24 settembre la prima udienza del processo davanti alla corte d’assise, ha accolto la richiesta di rito alternativo del difensore Roberto Massatani.
Scontato anche l’ergastolo
L’abbreviato, com è noto, in caso di condanna, permette l’abbattimento di un terzo della pena ed è possibile per tutti i reati, anche l’omicidio volontario, nella fattispecie quello della madre, per il quale Ermanno Fieno rischia l’ergastolo.
Grazie alla riduzione prevista dal rito, anche qualora Fieno dovesse essere condannato all’ergastolo, “fine pena mai”, sono previsti dei benefici. La riduzione della pena a trenta anni in caso di ergastolo senza isolamento diurno, l’ergastolo senza isolamento diurno in caso di condanna all’ergastolo con isolamento diurno.
Fieno, bloccato due giorni dopo il ritrovamento dei cadaveri dei genitori alla stazione di Ventimiglia, mentre cercava di fuggire in Francia, è stato inizialmente arrestato con l’accusa di duplice omicidio, fino a quando l’autopsia non ha confermato, come già supposto dal medico legale che ha fatto la prima ricognizione sui corpi, la morte naturale del padre e violenta della madre, uccisa dal figlio con un attizzatoio da camino.
“Indole solo apparentemente mansueta”
“Un uomo dall’indole solo apparentemente mansueta”, secondo gli inquirenti, che parlano di “personalità spiccatamente violenta”. Ciononostante non è stato disposto alcun incidente probatorio per stabilire se fosse capace di intendere e di volere al momento del delitto, se sia in grado di stare in giudizio e se sia socialmente pericoloso.
“È evidente – scrive il gip Francesco Rigato nell’ordinanza d’arresto – l’assenza di freni inibitori in capo all’indagato che non solo era abituato a mentire ai genitori in merito alle proprie condizioni economiche e lavorative, ma ha dimostrato di saper ben mentire ripetutamente anche ai fratelli che gli chiedevano informazioni sulle condizioni del padre e della madre, che con ogni verosimiglianza erano deceduti sin dal 28 novembre 2017“.
Una personalità dai molti lati oscuri
Una personalità dai molti lati oscuri quella di Ermanno Fieno, che hanno condotto l’uomo all’assassinio della madre e poi al comportamento adottato nei giorni successivi.
Dalla telefonata all’agenzia di pompe funebri fatta da Ermanno Fieno verso le 17 del 28 novembre per ordinare i funerali del padre, disdetti nel giro di pochi minuti, alla vettura noleggiata il 2 dicembre, forse per disfarsi dei cadaveri.
Dalla decisione di avvolgere i cadaveri nel cellophane alle bugie raccontate al fratello e alla sorella, a partire dal 6 dicembre, per giustificare le mancate risposte al telefono dei genitori.
Infine la foto postata su facebook alle ore 16,23 del 12 dicembre – il giorno prima del ritrovamento dei cadaveri, con cui ha convissuto per due settimane sotto lo stesso tetto – del libro horror “Il grande dio Pan” di Arthur Machen, col commento: “Dicono sia il libro più terrificante mai scritto, vediamo se è davvero così”.
Silvana Cortignani
Multimedia: video: La testimonianza di una conoscente – I funerali dei coniugi Fieno – Le testimonianze dei vicini – La polizia al lavoro – Trovati morti in casa – Fotocronaca: L’addio a Gianfranco Fieno e Rosa Rita Franceschini – L’arresto di Ermanno Fieno – Delitto di Santa Lucia, la polizia al lavoro – Tragedia in via Santa Lucia – Coppia uccisa in casa


