Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un pomeriggio di una domenica estiva come tante può ricordarci quanto sia ancora difficile vivere in una città davvero civile e accessibile a tutti i cittadini.
Nel tardo pomeriggio dell’8 luglio 2018, durante una passeggiata nel centro di Viterbo, due amici hanno deciso di prendere un gelato nelle vicinanze di piazza del Plebiscito e di rinfrescarsi all’ombra del cortile del palazzo dei Priori.
Arrivando al portone, si sono trovati davanti a una sgradevole realtà: l’ingresso al cortile non era completamente praticabile, poiché l’accesso era aperto solo attraverso un’anta interna del portone.
Qual era la difficoltà? Uno dei due amici ha una tetraparesi, che, inevitabilmente, lo porta a utilizzare una carrozzina elettrica per potersi muovere agilmente e con più rapidità oppure un paio di canadesi.
Il portone era aperto solo in parte, quindi non permetteva nessun tipo di accesso al cortile del palazzo, né con la carrozzina né con le stampelle.
I due amici hanno tentato invano di capire come poter entrare, poiché altre persone accedevano tranquillamente dalla piccola porticina. Purtroppo, però, non era presente nessuno della polizia locale e nemmeno un addetto che presidiasse il cortile. Così, dopo almeno tre quarti d’ora di attesa, i due hanno desistito, loro malgrado, dal potersi godere serenamente un po’ fresco di fronte a un bel panorama.
Per quale motivo aprire solo una parte del portone principale di palazzo dei Priori, visto che fino al giorno prima era sempre accessibile? Siamo tornati, per caso, in un periodo di assedio da parte di fantomatici nemici della città, quando le porte si chiudevano per evitare magari un’invasione degli Unni?
Siamo nel 2018, non più nell’anno Mille. Molti amministratori (vecchi e nuovi) dichiarano spesso nei loro programmi elettorali di voler abbattere qualsiasibarriera architettonica e, così, rendere la nostra città accessibile anche a chi ha una disabilità motoria. Purtroppo in un caldo pomeriggio di luglio, passeggiando per Viterbo, ci può rendere ancora conto, con esperienza diretta, di quanto sia complesso far avere le stesse possibilità a tutti i cittadini, al di là delle loro difficoltà personali.
Giorgio Graziotti
Elisa Spinelli
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