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“Abroghiamo la legge Mancino usata dai razzisti anti italiani”

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Lorenzo Fontana

Lorenzo Fontana

Roma – “Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”. Così in un posto pubblicato questa mattina su Facebook da Lorenzo Fontana, vicesegretario federale della Lega e ministro delle politiche familiari e per i disabili.

La proposta del ministro si riferisce alla volontà di abrogare la legge n. 205 del 1993, che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista ed aventi per scopo l’incitazione alla violenza ed alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

La legge in questione punisce inoltre l’utilizzo di simbologie di qualsiasi tipo legate a suddetti movimenti politici ed è dunque il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei cosiddetti “crimini d’odio”, ovvero qualsiasi tipo di azione violenta – penalmente rilevante – perpetrata nei confronti di persone discriminate in base ad appartenenza vera o presunta ad un gruppo sociale, identificato sulla base dell’etnia, della religione, dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere o di particolari condizioni fisiche o psichiche.

La normativa è nota come “legge Mancino” dal nome dell’allora ministro dell’interno che ne fu proponente (il democristiano Nicola Mancino) durante il periodo di mandato affidato al governo Ciampi nel 1993.

Fontana sostiene che il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei loro schiavi (“alcuni giornalisti e commentatori mainstream, ma anche certi partiti”), da utilizzare per puntare il dito contro il popolo italiano ed accusarlo falsamente di ogni nefandezza, allo scopo di far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza da quella che egli considera “retorica del pensiero unico”.

In sostanza, il vicesegretario del Carroccio vede la legge Mancino come una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni dei cittadini.

Fontana afferma che su tutte le prime pagine dei giornali verrebbero quotidianamente montati casi ad arte per puntare il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, salvo poi scoprire, in una tragica parodia, che del razzismo in Italia non vi sarebbe neanche l’ombra.

“Se di razzismo in Italia vogliamo parlare, oggi bisogna in primis fare riferimento a quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli Italiani”, scrive.

“La ragione di tutto ciò è che il popolo non pensa sempre tutto alla stessa maniera ed è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia. Questi elementi fanno paura ai globalisti, perché implicano che il popolo non è strumentalizzabile”, aggiunge.

“I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”, conclude. 

 


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