- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“C’è un fetore di carne putrefatta”, sgomberato palazzo

Condividi la notizia:

Vejano - La caserma dei carabinieri

La caserma dei carabinieri di Vejano

Vejano –  “Nell’androne c’è un odore nauseabondo come di carne putrefatta”. Si è temuto ci fosse un cadavere. Invece era il guano di un centinaio di piccioni che hanno infestato un appartamento disabitato. 

Abbastanza per far scattare l’allarme cadavere a Vejano, dove si è temuto di trovare un corpo in decomposizione, motivo per cui è stato disposto lo sgombero degli inquilini di un intero palazzo in pieno centro storico.  

E’ successo attorno alle ore 10,30 di questo mercoledì, il primo agosto, quando alcuni residenti hanno chiamato sia la polizia municipale, sia i carabinieri della locale stazione segnalando un odore nauseabondo, “come di cadavere”, nell’androne del palazzo situato al civico 6 di piazza XX Settembre, nei pressi del Comune.

Sul posto si sono precipitati i vigili urbani e i militari guidati dal comandante Paolo Esposito i quali, constatato che in effetti all’interno dello stabile si sprigionava un odore acutissimo, tipo sostanza organica in decomposizione, hanno disposto l’evacuazione dell’edificio.

Sgomberato il palazzo e localizzato l’appartamento dal quale proveniva il puzzo simile a carne putrefatta, apparentemente disabitato da mesi, si è temuto il peggio, ovvero che al suo interno potesse esserci il cadavere di una persona, deceduta per cause naturali se non per morte violenta. 

Prontamente gli uomini della polizia locale e del maresciallo Esposito hanno sfondato la porta d’ingresso dell’abitazione, mentre sulla piazza, assieme ai residenti costretti a lasciare casa dopo l’allarme, si era radunata una piccola folla di curiosi in attesa di sapere cosa fosse successo.

Nessun cadavere per fortuna. Al loro ingresso nella casa, le forze dell’ordine intervenute hanno scoperto che a scatenare quel tremendo fetore era il guano di un centinaio di piccioni che, approfittando di alcune finestre lasciate inavvertitamente aperte dal proprietario, si erano introdotti indisturbati nell’appartamento, occupandolo abusivamente, nidificando in abbondanza e tappezzando delle loro deiezioni arredi e pavimenti.

Il caldo afoso degli ultimi giorni ha fatto il resto, scatenando il lezzo nauseabondo che ha allertato i vicini. 

Il proprietario, rintracciato a Roma, si è impegnato a risolvere il problema quanto prima, procedendo alla bonifica. Nel frattempo, essendosi creato un serio problema di natura igienico-sanitaria, sono state avvisate della situazione anche le autorità competenti, a partire dal personale della Asl di Vetralla. 

Il rischio derivante dalla presenza massiccia di piccioni, come in questo caso, è che le zone infiltrate da sostanza organica possano popolarsi di agenti patogeni e parassiti derivanti sia dagli escrementi, sia dai resti di eventuali volatili morti, batteri che possono espandersi liberamente nell’aria e contaminare oggetti di uso quotidiano e persino il cibo. E’ noto, infatti, che la contaminazione fecale dell’ambiente, la polverizzazione e dispersione del guano, la presenza di nidi negli edifici, possono provocare danni irreparabili e possono essere occasione di diffusione e contagio da malattie infettive per l’uomo.

Silvana Cortignani

 

 

 


Condividi la notizia: