Viterbo – Bomba all’aeroporto Fabbri, venerdì la messa in sicurezza.
L’ordigno rinvenuto nei giorni scorsi nell’area militare tra il primo reggimento Antares e il comando sostegno dell’aviazione, sulla Tuscanese, ha una grandezza di circa sessanta centimetri, per un peso, sembrerebbe, attorno ai 150 chili.
Occorre mettere in sicurezza la zona al più presto e per questo la prefettura avrebbe già individuato la data del 31 agosto per portare a termine l’operazione. Che si preannuncia complessa.
Residenti da evacuare, comprese attività commerciali, due alberghi che ricadono all’interno dell’area interdetta e anche una clinica privata. Si preannuncia una giornata campale. Il raggio interessato è di un chilometro e mezzo e il diametro arriva a tre.
Serviranno diverse ore, almeno sei, si calcola, per portare a compimento l’opera. Inevitabili i disagi.
Abbiamo effettuato una riunione operativa – spiega il sindaco Giovanni Arena – con gli assessori di riferimento, Sviluppo economico, per le attività commerciali comprese nel chilometro e mezzo del raggio, anagrafe per i residenti nella zona interdetta. Un po’ di difficoltà per la clinica, ma ci organizzeremo”.
Altri incontri sono in programma oggi. “Quello definitivo in cui sarà tutto confermato. Noi ci stiamo attivando per dare seguito alle prescrizioni arrivate dalla commissione in prefettura.
È un lavoro per il comune, che arriva in un periodo già pesante per gli uffici. Ma si tratta di una necessità, c’è di mezzo la sicurezza nazionale, visto che l’aeroporto, dalla scoperta dell’ordigno è chiuso. Massima collaborazione con la prefettura e speriamo di ridurre al minimo i disagi”.
La bomba sarà fatta brillare sul posto. “Sarà tolta la spolette e fatta brillare lì, in condizioni di sicurezza”.
Qualcosa di simile è già accaduto in città, ormai circa una decina di anni fa, per togliere in zona Teverina un’altra bomba. In quel caso, l’operazione fu programmata la domenica mattina e le persone evacuate furono in numero maggiore. Stavolta si calcola oltre duemila viterbesi, all’epoca furono circa diecimila.
L’area del ritrovamento, un aeroporto e zona militare, riveste particolare interesse e a quanto pare non è stato possibile scegliere una data diversa.
L’ordigno è stato rinvenuto durante operazioni di sondaggio del terreno. Subito la zona è stata delimitata ed è partita la segnalazione alle autorità. Per procedere al dissotterramento e quindi alla bonifica.
Giuseppe Ferlicca


