Viterbo – Cento chili di pasta, cinquecento bignè, una montagna di gelato e vino rosso a volontà.
Semplici ingredienti, mescolati sapientemente da Vincenzo Fiorillo e dai suoi, per fare grande una serata. Quella delle penne sotto la macchina di Santa Rosa.
Una serata speciale. Perché a salutare le centinaia di persone presenti c’è Gloria. Illuminata per la prima volta.
Anche quest’anno è festa grande, per il tradizionale appuntamento offerto dal costruttore della macchina e tutti hanno portato il loro contributo. A cominciare, ovviamente dal Sodalizio dei facchini di santa Rosa.
Il capofacchino Sandro Rossi anche dietro ai fornelli, mentre il presidente davanti. Piatto in mano. Assaggiatore ufficiale. Non poteva mancare pure l’ideatore Raffaele Ascenzi.
Tanti viterbesi, diversi politici. Dal sindaco Giovanni Arena, per un saluto all’inizio, il suo vice Enrico Maria Contardo e la consorte Ombretta Perlorca. Si vede anche Massimo Erbetti e molti altri.
C’è spazio pure per fare il bis e se poi qualcuno si sente un po’ appesantito, nessun problema. C’è possibilità di fare moto con la street workout. Esercizi, ginnastica, movimento. Folte le adesioni. A centinaia. Ci sono pure i consiglieri Matteo Achilli e Chiara Frontini, con l’assessora Claudia Nunzi.
Partenza da san Sisto, un lungo giro sul percorso della macchina di santa Rosa e poi, pausa a piazza del Comune. Dove l’allegra comitiva è raggiunta da Massimo Mecarini e Sandro Rossi. Pure loro indossano le cuffie per ascoltare gli ordini del maestro e la musica.
Anche se le note le conoscono a memoria. L’ultimo tratto, dal comune a san Sisto, infatti, è speciale. In onore dei due ospiti, camminata al passo dei facchini la sera del tre. E nelle cuffie, le note dell’inno “Quella sera del 3”. Da cantare a squarciagola. Ed è già festa.
Giuseppe Ferlicca



