Genova – “La dimensione è epocale, decine di morti tra chi è precipitato dal viadotto e chi è rimasto incastrato sotto le macerie”.
Video: Il crollo del ponte Morandi a Genova
Ad annunciarlo all’Adnkronos è il direttore del 118 di Genova, Francesco Bermano, dopo il crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10, nel cuore di Genova.
“I vigili del fuoco insieme ai sanitari stanno tirando fuori i pazienti, qualcuno è già arrivato negli ospedali di Genova – continua Bermano -. Stiamo lavorando, ma in questo momento non abbiamo ancora la dimensione piena del problema.”
Tutti i mezzi di soccorso disponibili sono al lavoro sul luogo della tragedia. A loro si stanno aggiungendo dei rinforzi provenienti da Piemonte e Lombardia. Impiegate anche le squadre cinofile e Usar, gli esperti di ricerca e soccorso tra le macerie urbane.
Secondo quanto dichiarato dal viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, le auto rimaste coinvolte nel cedimento hanno fatto un volo di circa 70 metri.
Il tratto crollato, lungo circa 200 metri, transita sopra una zona densamente abitata. Una parte del viadotto è precipitata nel torrente Polcevera, mentre il resto è finito su case, capannoni e strade sottostanti.
L’ipotesi più accreditata per la sciagura è il cedimento strutturale. Una funzionaria dei vigili del fuoco ha dichiarato alla Rai di non aver mai ricevuto avvisaglie o segnalazioni di possibili crolli, mentre una nota della società Autostrade per l’Italia fa sapere che sul viadotto “erano in corso lavori di consolidamento”.
