Viterbo – Controlli al ponte della Badia e sulla Braccianese Claudia. Ma anche al ponte delle Murelle a Montalto di Castro. Proprio oggi, il comune ha predisposto il restringimento della carreggiata.
In prefettura, l’incontro per fare il punto sulle infrastrutture viarie, dopo il crollo a Genova. Ponti, viadotti, in particolare. Compreso quello più fotografato della Tuscia. La passerella che porta a Civita di Bagnoregio.
Dal 2017, a Bagnoregio sono in corso prove su materiali e verifiche dinamiche sulla campata, oltre a indagini geologiche. La struttura è dei primi anni Sessanta. Non c’è allarme, ma è da tenere sotto controllo.
“Questo è un momento di controllo – dice il prefetto Giovanni Bruno – e per fare il punto della situazione, occasione anche per fare presenti eventuali difficoltà. Entro settembre c’incontreremo di nuovo per avere una situazione più precisa”. Da parte dei sindaci, l’incontro è molto affollato. Al tavolo, oltre al prefetto, responsabili Anas, Astra, Autostrade, il comandante dei vigili del fuoco Paduano e il presidente della provincia, Pietro Nocchi.
Proprio dall’ente di via Saffi arrivano due segnalazioni. Non le uniche, in una situazione che appare senza particolari criticità. “Il ponte della Badia – osserva Nocchi – è a senso unico alternato. Prima ancora della tragedia a Genova stavamo provvedendo. Abbiamo avuto un primo riscontro per la Braccianese Claudia, un ponte da tenere in attenzione, in attesa di successive verifiche. Oggi abbiamo completato il controllo dei 50 di competenza”.
Ma a palazzo Gentili devono fare i conti soprattutto con soldi, che non ci sono e personale, che manca. “La nostra attenzione – continua Nocchi – è anche al ponte di Lubriano e a Blera, un’analisi con 35mila euro, fondi propri”. A Caprarola, i ponti sono tre. “Uno è stato interamente rifatto 15 anni fa – spiega il sindaco Eugenio Stelliferi – e non rappresenta un problema. Gli altri due potrebbero rappresentarlo. Stiamo effettuando verifiche tecniche e speriamo d’essere inseriti nel libro dei sogni per la messa in sicurezza”. Tradotto, bene segnalare, ma poi vanno messe le risorse.
Una criticità segnalata da più sindaci, insieme alla richiesta di maggior tempo per effettuare i controlli e non in dieci giorni, come chiesto dal ministero, entro il 30 agosto.
A Ronciglione, più che sulle strade, l’attenzione la vogliono porre sulle scuole, mentre a Montefiascone, l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ceccarelli segnala all’Astral un cedimento della Cassia nella frazione di Zepponami: “Già fatto presente in passato”.
A Montalto di Castro, comune molto esteso, sono 42 i punti sotto osservazione e proprio oggi, il Ponte delle Murelle ha subito un restringimento della carreggiata.
Tre ponti a Tessennano, uno a ridosso del centro abitato, qualche problema lo crea. Già è stato segnalato. Ma c’è anche il consolidamento delle rupi. A Valentano preoccupa il principale plesso scolastico comunale. “La copertura – dice il sindaco Stefano Bigiotti – è dissestata, procederemo con la vulnerabilità sismica, ma potremo farlo sulla singola struttura. Al ministero possiamo rispondere solo col monitoraggio e una presa visione”. Per il resto, stesso copione. Servono soldi.
Rupe, scuola e palazzo Farnese, i tre punti per Gradoli. Bomarzo, invece, deve sopportare il peso della provinciale che taglia il paese e porta alla A1. Così come il ponte sul Tevere e poi la rupe, su cui poggia la parte antica del paese.
Otto ponti a Civita Castellana, piccoli e storici. Nessuna particolare segnalazione, al momento. Qualche problema, invece, c’è, al ponte san Leonardo, del 500, ad Acquapendente. Nel comune di Vallerano, c’è la rupe che sorregge il parcheggio della scuola. In parte del comune e in parte di privati. Il paradosso, per l’assessore Luca Poleggi, è che i privati sono pronti a intervenire economicamente, il comune no. Non può.
A Viterbo, invece: “Abbiamo ponti storici – spiega l’assessora al Lavori pubblici Laura Allegrini – come quello a san Pellegrino. Per una verifica attenta servono tempo e risorse. La scadenza del 30 agosto, se vogliamo fare un lavoro serio, è troppo a breve. Serve più tempo”.
Sono 111 i chilometri di competenza Anas nella Tuscia. Con 109 opere presenti. “Effettuiamo visite ispettive trimestrali – dice Faggiani dell’Anas – e una volta l’anno, specializzate. Tra l’altro, è previsto un finanziamento di venti milioni di euro per riqualificare le opere presenti”.
All’Anas competono la 675, l’Aurelia e la 1bis. “Solo 8 milioni – dice ancora Faggiani – sono destinati al viadotto Tevere, lungo 1349 metri”.
Sul fronte Autostrade, 17 opere ricadono nel viterbese, quattro condivise con Terni. Dalla società assicurano che ispezioni e controlli sono continui e già effettuati in modo massiccio dopo il terremoto di due anni fa. Situazione buona, sostengono.
Unica eccezione, il ponte sul fosso Roseto a Civitella d’Agliano. Il 29 agosto parte l’appalto dei lavori.
Cento chilometri di strade regionali competono all’Astral. Quaranta chilometri di Cassia e 38 di Castrense, con ponti, cavalcavia e sovrappassi. Nessuna criticità segnalata. Manutenzione e controlli costanti.
Negli ultimi giorni, a livello regionale, per Astral c’è stata la chiusura del ponte della Scafa, tra Ostia e Fiumicino. Intervento già previsto. Non dava sicurezza al cento per cento. Da domani sarà riaperto a senso unico alternato.
Giuseppe Ferlicca




