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“L’ha visto alto e grosso, ha avuto paura e ha preso il manganello…”

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Viterbo - La squadra volante della polizia in centro

Viterbo – La squadra volante della polizia

Viterbo – “L’ha visto alto e grosso. Il doppio di lui. Ha avuto paura e ha preso il manganello”. Per il padre di S.F., il 27enne arrestato (ma subito rimesso in libertà) per l’aggressione al Sacrario, il figlio ha solo reagito a una situazione che aveva percepito come pericolosa.

“La vittima – sostiene l’uomo – ha mal interpretato degli sguardi di mio figlio alla sua fidanzata. Ha avuto una reazione di gelosia e si è avvicinato a mio figlio che, spaventato, ha preso il manganello e l’ha colpito in testa. Con quel pezzo di ferro mio figlio si è difeso. Certo, non doveva usarlo. Ha esagerato. Ma ha visto quel ragazzo alto e grosso, il doppio di lui, e ha avuto paura. Ma non voleva ammazzarlo”.

La vittima è M.M., un 19enne viterbese colpevole di aver difeso la fidanzata dalle presunte molestie di S.F.. La notte tra lunedì e martedì l’ha trascorsa all’ospedale di Belcolle, sedato e sotto osservazione. Ne avrà per almeno 21 giorni. L’aggressore, invece, la notte tra lunedì e martedì l’ha trascorsa ai domiciliari. Recluso in casa a Bagnaia. Ma solo per poche ore. Perché ieri mattina il giudice Roberto Colonnello, pur convalidando l’arresto della squadra volante della polizia, l’ha rimesso in libertà senza alcuna misura restrittiva.

“Mio figlio – continua il padre di S.F. – non ha molestato nessuno. Non ha mai detto ‘Che bel culo che hai’ a quella ragazza. Non ha minacciato di morte nessuno. Anzi, ora è lui che stanno minacciando. È stato messo alla gogna e sta ricevendo messaggi come: ‘Ti veniamo a cercare e ti diamo una lezione’. E io, da padre, sono preoccupato per la sua incolumità”.

S.F., difeso dall’avvocata Emanuela Barboni, sarà processato il prossimo 21 settembre per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma bianca. Ovvero, un bastone telescopico.


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