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Oggi la presentazione del bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore

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Viterbo - La macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo – La macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo - Silvio Cappelli con il modellino della macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo – Silvio Cappelli con il modellino della macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo - La macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo – La macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo – (s.c.) – Ci sarà oggi alle 12, nella sala del Consiglio di Palazzo dei Priori, la presentazione del bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore, progettato dall’architetto Domenico Lucchi nel 1787 e ricostruito sulla base di un manoscritto conservato all’interno della Biblioteca degli Ardenti.

Poi Silvio Cappelli, presidente dell’associazione culturale Take Off, lo consegnerà a Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa e anche vicepresidente di Gramas – Rete delle grandi macchine a spalla patrimonio Unesco.

Il bozzetto rimmarrà esposto all’interno della sede-museo del Sodalizio Facchini di Santa Rosa per tutto il mese di settembre.

Nel Libro delle memorie della parrocchia di Santa Maria Nuova lo svolgimento del trasporto della Macchina del SS Salvatore viene descritto in modo particolareggiato: “Due ore prima di mezzogiorno del 14 agosto, i dodici facchini che debbono portare la Macchina in processione, vanno a prenderla nella chiesa di San Giuseppe dei falegnami (sorgeva nell’area attuale del Seminario) e la portano nella chiesa di Santa Maria Nuova.

Si pongono sopra 18 candele da tre libbre sopra le 4 colonne dorate. Si preparano 6 torce da 4 libbre avanti l’immagine e si da l’appuntamento ai facchini per le ore 21.

A quest’ora si spalancano tutte le porte della chiesa, mentre uno della famiglia Crochi va a prendere la Sacra immagine, che al suono delle campane, dell’organo, cantando l’inno del “Jesu redemptor omnium” si pone dentro la Macchina accendendo tutte le candele.

Fatta la benedizione dei panni portati dai fedeli, il priore, insieme al clero della cattedrale, preceduti dai padri cappuccini, escono processionalmente per recarsi in cattedrale.

Entra la processione nel Duomo e si colloca la Macchina in mezzo alla chiesa, dove il parroco la incensa benedicendo anche i panni degli infermi del vicino ospedale. Poi la processione procede secondo l’ordine prestabilito. In ogni luogo dove si posa la Macchina si benedicono i panni. Si canta l’inno del Redentore fino a Piazza delle Erbe. Qui si intona il “Te Deum” che termina nella chiesa di santa Maria Nuova dove, riposta l’immagine, si intona il canto “Fiat misericordia tua Domine”.

L’immagine del Santissimo Salvatore rimane esposta tutta la notte e il giorno dopo 15 agosto. Alle 3 di mattina tutti i bifolchi e gli ortolani si ritrovano in chiesa per pregare. Alle ore 10 c’è la messa cantata. Le celebrazioni si concludono alla sera con una solenne funzione.

Tante le processioni straordinarie avvenute in coincidenza di eventi di particolare importanza (per il Giubileo, per sancire pacificazioni, per scongiurare pestilenze, pioggia e grandine, per l’allontanamento delle cavallette).

La processione fu effettuata fino al 1870 e poi si tenne per un lungo periodo soltanto all’interno della chiesa. Fu ripristinata nel 1918 per ricordare il miracoloso ritrovamento. Quest’anno ricorre il centenario della ripresa.

Attualmente la processione si fa nel mese di maggio, con un carro di legno trainato dai buoi che, sempre più difficili e onerosi da trovare, camminano a fatica sulle strade selciate scivolose, trasportando l’immagine del Salvatore. Un dipinto su cuoio (risalente intorno all’anno mille), steso su tre tavole riunite in trittico: il Salvatore benedicente in quella di mezzo, fiancheggiato dalla Madonna e da San Giovanni dipinti nelle altre due laterali, esternamente sono San Pietro e San Paolo, dietro è San Michele. La processione oggi percorre soltanto alcune vie del centro storico ma nel passato arrivava a passare fino ai quartieri di San Faustino e di Pianoscarano coinvolgendo quasi tutta la popolazione viterbese.


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