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Viterbo – (sil.co.) – Picchia il figlio minorenne perché fuma, condannato a due anni e tre mesi per maltrattamenti in famiglia. L’accusa aveva chiesto un anno e mezzo.
Tutto è partito da una denuncia fatta dallo stesso imputato il 20 maggio 2012, quando il figlio, picchiato dal padre perché scoperto a fumare una sigaretta, scappò di casa, facendo scattare l’allarme, dato proprio dal genitore. Rintracciato, il ragazzo fece ritorno a casa.
A giugno il bis. Il padre avrebbe picchiato nuovamente il figlio, sorpreso ancora una volta a fumare una sigaretta.
Stavolta però il ragazzo, invece di scappare, si è recato lui dai carabinieri, denunciando il genitore e raccontando una storia di percosse e atteggiamenti violenti che il padre-padrone avrebbe messo in atto per anni, almeno dal 2007, nei confronti suoi, dell’altro fratello e anche della madre.
Sentiti a sommarie informazioni, il fratello e la madre confermarono la versione della presunta vittima, dicendo di vivere nel terrore, dopo di che tutti e tre scapparono dall’uomo, facendo perdere le proprie tracce, presumibilmente all’estero, e non intervenendo nemmeno al processo per testimoniare.
L’accusa ha chiesto un anno e mezzo. Più severa la giudice Elisabetta Massini, che ha condannato l’imputato a due anni e tre mesi.

