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“Ponte Morandi, una tragedia annunciata”

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Antonio Brencich

Antonio Brencich

Crollo del ponte Morandi a Genova - Antonio Brencich

Crollo del ponte Morandi a Genova – Nel riquadro Antonio Brencich

Genova – (a.c.) – “Ponte Morandi, una tragedia annunciata”. È questo il titolo con cui apre la sua homepage il sito ingegneri.info, la community degli ingegneri italiani, alla luce del cedimento strutturale che ieri ha causato decine di morti e feriti gravi a Genova.

Il portale ha riproposto un’analisi strutturale pubblicata nel 2016 sul viadotto dell’A10 che sovrasta la città ligure, affermando che il crollo è stato “una tragedia annunciata da più parti in questi anni”.

Nell’articolo era contenuto un commento di Antonio Brencich, professore di costruzioni in cemento armato e cemento armato precompresso all’università di Genova.

“Il viadotto Morandi – dichiarava il docente – ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici. Oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione della viscosità del calcestruzzo, che ha prodotto un piano viario non orizzontale”.

Il ponte fu costruito tra il 1963 e il 1967. Deve il suo nome all’ingegnere che lo progettò, Riccardo Morandi. Lungo quasi 1200 metri e alto 90, fu realizzato con una struttura variabile: cemento armato precompresso per l’impalcato e cemento armato ordinario per le torri e le pile.

L’articolo degli ingegneri di due anni fa criticava apertamente la progettazione, affermando che addirittura pareva non aver “adeguatamente considerato” l’azione sismica.

“La riflessione oggettiva – concludeva l’articolo – alla luce della vita utile che dovrebbe avere una struttura del genere (almeno 100 anni), è che fin dai primi decenni il ponte è stato oggetto di manutenzioni profonde, con costi continui che fanno prevedere che tra non molti anni le spese di manutenzione supereranno quelle di ricostruzione. A quel punto sarà giunto il momento di demolire il ponte e ricostruirlo”.

Il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato che il ponte Morandi era “soggetto a manutenzione da tempo e aveva qualche problema”. Autostrade per l’Italia ha comunicato che, al momento del crollo, sul viadotto erano in corso dei lavori di consolidamento della soletta.

Tuttavia, la società ha anche precisato che “i lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di tronco di Genova” e l’amministratore delegato Giovanni Castellucci ha dichiarato: “Non mi risulta che il ponte fosse pericoloso e che andava chiuso”.


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