Civita Castellana – (a.c.) – Storie di vacanze da incubo per un giovane turista di Civita Castellana.
Il viaggiatore, 27 anni, si era imbarcato martedì mattina all’aeroporto di Fiumicino per andare a trascorrere le ferie a Spalato, in Croazia, ma è arrivato alla meta solo il giorno successivo, grazie al passaggio in macchina di alcuni amici.
Il racconto della vicenda ha davvero dell’incredibile.
“Saliti a bordo – attacca il civitonico – ci hanno comunicato che a Spalato era in corso un violento temporale e per questo siamo partiti con un po’ di ritardo. Quando siamo arrivati in Croazia, il comandante ci ha informato che le condizioni meteo erano ancora proibitive, così ha cominciato la classica manovra circolare d’attesa, nella speranza che la situazione migliorasse. Così non è stato: abbiamo continuato a girare su noi stessi fino a quando non siamo stati costretti a spostarci a Bari per non rischiare di rimanere senza carburante”.
A quel punto, la storia del giovane entra nel paradossale. “Dopo l’atterraggio, ci hanno tenuto dentro l’aereo, assicurandoci che saremmo ripartiti al più presto per Roma. Invece, non so per quale motivo, la sosta si è prolungata a dismisura e alla fine ci hanno fatto scendere definitivamente a Bari.”
“Con gli animi dei passeggeri già caldi per l’accaduto – continua il civitonico – al ritiro valigie è arrivato un altro colpo di scena: la compagnia aerea annunciava che ci avrebbe riportato a Roma in pullman, e lì ci avrebbe pagato una notte in albergo, per poi farci ripartire il giorno dopo. A quel punto più di qualcuno ha perso la calma.”
“Nel delirio generale, io ho deciso di non tornare a Roma e di ripiegare su un traghetto che in una decina d’ore mi avrebbe portato a Dubrovnik, 200 chilometri da Spalato. Ma ho potuto farlo solo perché avevo in Croazia delle persone che si sono offerte di venirmi a prendere in macchina, perché da Dubrovnik a Spalato i collegamenti coi mezzi sono molto difficili”.
Incredibilmente, anche il traghetto ha avuto ritardi e il giovane civitonico è riuscito ad arrivare alla sua meta solo nella serata di mercoledì, cioè un giorno e mezzo dopo essersi imbarcato sull’aereo che, in teoria, avrebbe dovuto completare il percorso in poco più di un’ora.
“Ho perso un giorno di ferie con questi trasbordi – commenta – ma ho sentito racconti ancora più assurdi da chi è tornato a Roma in pullman. Pare, infatti, che per arrivare a Spalato abbiano dovuto aspettare addirittura fino a giovedì, con un volo che faceva scalo a Barcellona”.
