Viterbo – È il Palio delle novità. Le corse a vuoto dei cavalli a Ronciglione. Senza fantino. Domenica 26 agosto alle 19. Ieri sera la presentazione nella sala consiliare del Comune.
“La principale novità del 2018 – ha detto il sindaco Mario Mengoni – è quella di aver reso il Palio di San Bartolomeo più spettacolare facendo disputare le batterie di qualificazione e la finale nel pomeriggio del 26 agosto. Il giorno precedente si terranno le batterie di prova. In questo modo si riducono il numero dei passaggi del corteo per le vie di Ronciglione e i disagi per commercianti e cittadini”.
Assieme al sindaco, in aula anche il disegnatore del Palio, Mario Passeri, il presidente dell’ente Palio di Ronciglione Cesare Pelliccia, Fabrizio Alessandrucci, presidente dell’associazione Amici del Palio, Sara Moretti, sempre dell’associazione Amici del Palio, e Maria Agostina Olivieri, consigliera comunale con delega al Palio. La conferenza è stata moderata da Francesco Laurenti.
“Le scelte che abbiamo fatto quest’anno – ha proseguito il primo cittadino – sono state tutte in prospettiva futura, per dare continuità e stabilità alla macchina organizzativa. Il primo passo è stato quello di creare l’ente comunale per il Palio delle corse a vuoto che, per natura giuridica, è più snello dell’istituzione che è andato a sostituire. Una struttura creata per curare la parte organizzativa, tecnica e amministrativa. Oggi e negli anni a venire. L’associazione Amici del Palio si occuperà invece della realizzazione del percorso e dell’organizzazione dell’evento. Ruoli ben distinti di due entità che lavoreranno comunque in sinergia”.
Nove i rioni che si disputeranno il Palio disegnato da Passeri. Campanone (cavallo Queen King), Case Nuove (Scontrosa da Clodia-Soraya), Fontana Grande (Ninfa e Simonella), La Pace (Ummi Ummi-Qumersindo), Madonna di Loreto (Bomi), Montecavallo (Querida Moura), Monumento (Suelzu), San Severo (Scontroso) e Sant’Anna (Tremendo da Clodia).
Il percorso. Mossa a piazza principe di Piemonte, di fronte alla chiesa di Santa Maria della Pace. Arrivo a Montecavallo. Ottocento metri in tutto con un dislivello di 35, dal basso verso l’alto. Una volta partiti i cavalli affronteranno il rettilineo di via Garibaldi passando poi sotto l’arco di Porta Romana. Superato l’arco, i cavalli imboccheranno via Roma sbucando poi in piazza Vittorio Emanuele, meglio conosciuta come piazza della Nave. Sarà poi la volta della “curva del Gricio”, dal nome di un negozio di frutta e verdura che esponeva proprio in questa piazza.
Infine il rettilineo finale, in corso Umberto I. Poco più di 200 metri con una pendenza del 9%. La “salita di Montecavallo”.
“L’ispirazione del dipinto – ha spiegato il disegnatore Mario Passeri – è nata dall’amore per il palio. Mi sono orientato sulla pittura neoimpressionista caratterizzata da segni grafici appariscenti e stesura del colore molto forte”.
Le corse a vuoto hanno un’origine molto antica. Iniziano con i Farnese nel 1548, durante il carnevale Romano. “Da allora – scrive Bruno Pastorelli nella brochure dell’evento – escluso il periodo bellico delle guerre mondiali, le corse a vuoto, con modalità diverse, si sono sempre tenute nelle ampie vie rinascimentali mantenendo sempre lo stesso percorso. Una curiosità. Secondo la toponomastica il corso di Ronciglione si chiama corso Umberto I, ma per i ronciglionesi è sempre e solo Montecavallo. A Ronciglione il cuore galoppa in groppa ai cavalli che su quel tratto di strada in salita concludono la loro corsa libera (a vuoto). Un omaggio autentico a sua maestà il cavallo”.
Daniele Camilli







