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Sbanda e fa un frontale, condannato per la morte del suo migliore amico

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Viterbo - Tribunale

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Sutri - L'incidente sulla Cassia Sud

Sutri – L’incidente sulla Cassia Sud

Sutri – Perde il controllo del mezzo e finisce contromano, fa un frontale e nell’incidente perde la vita il suo migliore amico.

Un dramma senza fine per il conducente di una Renault Kangoo, finito a processo davanti al giudice Elisabetta Massini con l’accusa di omicidio e lesioni colpose per quel tragico frontale avvenuto verso le ore 13,30 del 24 agosto 2015 al chilometro 46 della Cassia Sud, in località Fontevivola, a Sutri.  

Per consentire l’intervento dei soccorritori del 118 e i rilievi di rito da parte della polstrada, la strada rimase bloccata per tre ore. Il bilancio fu di un morto e due feriti, entrambi i conducenti, quello dell’altro mezzo ricoverato in ospedale con una prognosi di trenta giorni. 

L’uomo è stato condannato lo scorso 23 luglio a un anno e mezzo, con sospensione della pena. L’accusa aveva chiesto due anni. In aula l’imputato non c’era. “E’ ancora troppo addolorato, la vittima era il suo migliore amico”, ha detto al giudice il difensore. 

A perdere la vita un 57enne originario di Cerveteri, Enrico Bella, passeggero della Renault Kangoo bianca che si è schiantata contro una Fiat Punto. L’uomo, ancora vivo all’arrivo dei soccorritori, è deceduto tre giorni nel reparto di rianimazione del policlinico Gemelli di Roma dove era giunto in condizioni disperate. I parenti autorizzarono l’espianto degli organi. 

Mai accertate le cause del sinistro. Il conducente della Kangoo avrebbe riferito di avere sentito il mezzo sbandare, senza riuscire a riprenderne il controllo. Ma le condizioni del veicolo, in seguito all’impatto, erano tali da non consentire gli accertamenti tecnici che avrebbero potuto svelare l’eventuale guasto. 

E’ stato condannato perché il processo ha accertato come, perdendo il controllo mentre viaggiava in direzione Roma, nei pressi di un segnale di curva pericolosa, l’imputato si sia effettivamente reso responsabile dell’invasione dell’opposta corsia di marcia a causa della quale l’incidente si è verificato.

Inevitabile e rovinoso fu il frontale con la Fiat Punto, anche se entrambi i mezzi, dato il traffico, viaggiavano addirittura a una velocità inferiore al limite consentito.

Tutti a passo d’uomo, l’imputato a circa 70 chilometri orari a fronte di un limite di 90 chilometri orari. 

Ma non gli è bastato a evitare la condanna a un anno e mezzo in primo grado. E soprattutto l’immenso dolore di sentirsi responsabile della morte del suo migliore amico. 

Silvana Cortignani

 

 

 

 


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